Corteo di protesta per salvare l’ospedale

11 Novembre 2015

Penne, aderisce anche l’assessore Pd Pasqualone: no alla chiusura del punto nascite, tutti in marcia

PENNE. Il punto nascite dell’ospedale San Massimo di Penne ha i giorni contati, ma il comitato lotta sanità vestina non ha nessuna intenzione di cedere. Sabato prossimo, alle 15, da piazza Luca da Penne, prenderà il via un corteo di protesta, l’ennesimo degli ultimi anni, per far sentire il dissenso dell’intera area vestina contro la chiusura del reparto. Nonostante i giochi sembrino da tempo decisi – la Asl ha infatti deliberato la chiusura del punto nascite pennese già lo scorso 30 giugno –, l’intero territorio reclama garanzie in termini di sicurezza. Ad oggi, infatti, nonostante la sempre più vicina chiusura dell’importante reparto, non è stato predisposto nessun protocollo per il trasporto d’emergenza materno infantile. Un ritardo nell’avvio delle procedure per assicurare un trasporto sicuro e veloce per partorienti e nascituro che ha fatto infuriare un po’ tutti.

Anche l’assessore comunale del Partito democratico pennese, Gabriele Pasqualone, si è detto pronto a scendere fianco a fianco dei manifestanti per contestare i tagli decisi a discapito della struttura ospedaliera del San Massimo. «Invito tutta l’amministrazione comunale, consiglieri di maggioranza e opposizione, a partecipare compatti alla protesta in difesa del nostro ospedale. La salute è un diritto sancito dalla Costituzione e i cittadini dell’area vestina, venendo privati del punto nascite, verrebbero fortemente penalizzati. Chiedo pubblicamente che la soppressione del punto nascite del San Massimo venga rinviata in quanto a oggi non ci sono i presupposti per garantire la sicurezza alle partorienti e ai nascituri. Nel caso si dovessero verificare situazioni spiacevoli per la salute dei cittadini per mancata assistenza, il Comune di Penne si costituirà parte civile nei confronti di chi non ha garantito la sicurezza», tuona Pasqualone.

Se la chiusura del punto nascite preoccupa, è il futuro di tutto il presidio sanitario pennese ad allarmare il movimento di protesta: «Da anni facciamo i conti con tagli su tagli, con investimenti vicini allo zero. È ora», dice il portavoce del movimento per la sanità vestina, Gabriele Frisa, «che il governo regionale e la direzione sanitaria investano sulla nostra struttura perché è in ballo la salute di un territorio, quello vestino, già gravemente penalizzato da un asse viario a dir poco disastrato. Invito tutti i cittadini, le forze politiche, e tutti i sindaci dell'area vestina, in primis quello si Penne, ad unirsi alla protesta per difendere il nostro ospedale e il nostro diritto alla salute».

Francesco Bellante

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