Così cambia la Zona rossa

19 Aprile 2020

Da domani riaperti 5 Comuni pescaresi. I teramani e Villa Caldari ancora a rischio

PESCARA. Stop alla zona rossa per i cinque Comuni del Pescarese, ancora off-limits i paesi del Teramano e la frazione ortonese di Villa Caldari fino a cessate esigenze. Il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, ha firmato l’ordinanza che ridisegna la mappa regionale delle zone rosse. Elice, Civitella Casanova, Farindola, Montebello di Bertona e Penne da domani saranno riaperti a seguito delle valutazioni della Asl di Pescara che «ritiene non necessario il mantenimento delle ulteriori restrizioni nei centri oltre la suggerita scadenza del 19 aprile», poiché «la valutazione del numero dei casi e dei trend ad essi associati nei vari Comuni della provincia, relativa all’ultima settimana di osservazione, permette di evidenziare in senso generale un ulteriore rallentamento delle nuove diagnosi anche nelle zone urbane più popolose».
Non vale lo stesso per Castilenti, Castiglione Messer Raimondo - dove il sindaco Vincenzo D’Ercole non è ancora guarito dal contagio -, Bisenti, Arsita, Montefino, Comuni per i quali la Asl di Teramo ha ribadito «l’importanza della prosecuzione delle misure ulteriormente restrittive, circoscrivendo la suddetta area, anche in riferimento alle situazioni in corso di accertamento ed alle attività territoriali di profilassi».
Anche Caldari, dove ieri è iniziato lo studio epidemiologico che ha previsto la possibilità per tutti i residenti di sottoporsi a tampone, la Asl Lanciano Vasto Chieti ha dato per il momento parere sfavorevole allo stop delle restrizioni. «La contrada presenta un tasso cumulativo di prevalenza pari a 1441/100.000, superiore di oltre 10 volte il tasso di prevalenza dell’intero Comune di Ortona». Pertanto secondo la Asl «il focolaio epidemiologico della contrada Caldari di Ortona non può assolutamente definirsi spento e di conseguenza, salvo più approfondite indagini sul campo, una intempestiva revoca delle restrizioni ivi adottate porterebbe con molta probabilità a riaccensioni e pericolose ulteriori diffusioni del Covid-19». (a.s.)
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