«Così ho perso 700mila euro di risparmi»

30 Gennaio 2017

Un ex imprenditore di 81 anni si è fidato del promotore finanziario pescarese arrestato dalla Finanza. Il caso in Tribunale

PESCARA. Era certo di aver fatto un investimento conveniente, perché l’affare gli era stato suggerito dal promotore finanziario che lo seguiva da anni, sempre con buoni risultati. Poi, però, l’anziano investitore pescarese, un imprenditore in pensione di 81 anni, è stato contattato dalla Guardia di finanza che gli ha aperto gli occhi. Le Fiamme gialle lo hanno avvisato che i suoi 700mila euro sono stati destinati ad un fantomatico progetto immobiliare, denominato “Puerto Azul”, finalizzato alla realizzazione di un resort extralusso nell’atollo “Blue Hole”, al largo delle coste del Belize, nell’America centrale. Su quel progetto sono stati investiti circa venti milioni di euro da parte di 200 risparmiatori ma per la Guardia di finanza di Varese il denaro finiva nelle mani di un’organizzazione criminale internazionale di cui facevano parte anche due promotori finanziari pescaresi, arrestati con altre cinque persone.

L’81 enne non ha più riavuto i suoi 700mila euro, investiti su suggerimento del promotore finanziario (che in città ha lavorato per due banche diverse). I risparmi di una vita sono spariti nonostante ci sia stato un tentativo di mediazione con la banca, promosso dall’avvocato, andato a vuoto. Ora bisogna attendere l’esito della causa incardinata dinanzi al Tribunale di Pescara che punta ad ottenere anche «gli interessi, la rivalutazione monetaria e i danni psicofisici patiti dal suo cliente» la cui depressione attuale è legata proprio a questa assurda vicenda.

È il legale a ricostruire i fatti, in attesa della prima udienza, a febbraio. Ma l’anziano non è l’unica “vittima”  visto che l'avvocato segue un gruppo di persone che hanno vissuto lo stesso dramma.

«A dicembre 2015 il promotore ha convocato il mio cliente e gli ha suggerito di sottoscrivere nuovi contratti finanziari, più convenienti dei precedenti. Lui si è fidato, lo ha fatto, ma non sapeva dell’investimento immobiliare» in cui hanno creduto in molti e che si è rivelato un bluff visto che il resort doveva nascere in una zona dove l’edificazione è impossibile e su due isole che non sono della Puerto Azul International Holding Corp, con sede alle Bahamas, nonostante i contratti per la raccolta fondi dicano il contrario.

Le somme investite dai risparmiatori pescaresi sono consistenti (un altro cliente ha perso 250 mila euro) ma non bisogna perdere «la speranza di ritornare nella disponibilità di questo denaro perché è possibile chiamare in giudizio le banche per conto di cui operavano i due promotori. Gli istituti di credito», spiega sempre l'avvocato, possono essere chiamate a «rispondere delle malefatte dei promotori anche per non aver adeguatamente esercitato un potere di direzione e controllo nei loro confronti».

Ci sono altri fattori fondamentali, per il legale: «I contratti», sottolinea, «sono stati sottoscritti all’interno delle filiali stesse e gli investitori sono tutte persone che non hanno alcuna esperienza nella materia finanziaria e si sono affidate ai promotori». Galluppi annuncia anche una serie di denunce dei risparmiatori, che hanno scoperto solo ora di essere finiti nella trappola di “Puerto Azul” e si sentono raggirati.

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