Coumadin al marito Il pm: moglie e figlio subito a processo

La procura chiede il rinvio a giudizio per Lo Russo e Gruosso Somministrarono il medicinale all’uomo per farlo morire
PESCARA . Rischiano il processo Daniela Lo Russo, 43 anni, e suo figlio Michele Gruosso, 23 anni, accusati del tentato omicidio del marito di lei, un piccolo imprenditore edile di 55 anni, originario di Rosciano. I due, entrambi pugliesi, nell’estate del 2016 avrebbero ripetutamente somministrato all’uomo un farmaco anticoagulante, il Coumadin, in grado di provocare emorragie interne, e psicofarmaci. La pm Rosangela Di Stefano, che ha coordinato le indagini dei carabinieri della compagnia di Pescara diretti dal tenente Antonio Di Dalmazi, ha chiesto il rinvio a giudizio a loro carico per tentato omicidio aggravato e falso. Il prossimo 9 novembre Lo Russo e Gruosso dovranno comparire davanti al giudice per le udienze preliminari, Nicola Colantonio, che dovrà pronunciarsi sulla richiesta della procura.
Un piano diabolico quello architettato da madre e figlio, finiti prima in carcere e poi agli arresti domiciliari, e finalizzato ad uccidere il marito della donna. Il presunto movente, secondo gli investigatori, sarebbe il risentimento della Lo Russo per la mancata accettazione di lei e dei suoi figli da parte della famiglia di origine del 55enne. In particolare, all’imprenditore sarebbero state somministrate di nascosto dosi massicce di Coumadin, reperito in farmacia usando delle ricette mediche falsificate. Insieme a questo medicinale sarebbe stato somministrato alla vittima, sempre a sua insaputa, anche uno psicofarmaco per ridurre il malcapitato in stato confusionale. A causa dei valori del sangue sballati, il 55enne è stato costretto in più occasioni a rivolgersi alle cure ospedaliere e, grazie ad analisi accurate, i medici hanno poi appurato che qualcosa non andava.
A mandare all’aria «la complessa azione omicidiaria» studiata nei dettagli da mamma e figlio, ci hanno pensato i carabinieri che all’epoca stavano indagando su un’aggressione subita dalla Lo Russo alla fine di giugno 2016 lungo la Bonifica. Dalle conversazioni telefoniche intercettate, i carabinieri hanno scoperto che la donna si accordava con il figlio per somministrare il Coumadin al marito, anche mentre l’uomo era in ospedale.
Il piano comprendeva anche l’aggressione a colpi di mazza da baseball del 55enne organizzata la sera del 10 luglio, sempre dai due, per accelerare, secondo l’accusa, le emorragie interne che con il Coumadin in circolo avrebbero portato l’uomo più velocemente alla morte. Per la sola vicenda del pestaggio sono finiti nei guai un colombiano di 31 anni di Silvi, Edwin Andrey Mosquera Zabala, e un 56enne di Moscufo, M.G., individuato successivamente. I due sono accusati di lesioni personali in concorso: il 31enne sarebbe l’esecutore materiale dell’aggressione, il 56enne avrebbe invece avuto un ruolo di intermediario tra Lo Russo e Gruosso. Anche loro il 9 novembre dovranno presentarsi in udienza.
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