Covid, crollano i casi in Abruzzo

I contagi settimanali sono 274, tre i decessi e 27 i ricoverati tornati a casa
L’AQUILA . Crolla il Covid in Abruzzo. I casi settimanali, contenuti nel report dal 13 al 19 gennaio, scendono a 274 rispetto ai 3.017 di un mese fa: meno di un decimo. Tre i morti recenti, mentre i positivi attuali scendono sotto l’asticella dei 10mila, sono esattamente 9.387.
I ricoveri complessivi, tra area medica e rianimazione, risultano 27 in meno: in particolare 72 in area medica e due in rianimazione. Tutto questo anche a fronte di una diminuzione dei tamponi effettuati, 727, e dei test antigenici (2.504). Il decremento del Covid si evince anche dai dati suddivisi per provincia con 126 casi a Chieti, 52 in provincia dell’Aquila, 51 a Teramo e 40 a Pescara.
Il bollettino dell’Abruzzo segue l’andamento nazionale che fa registrare un evidente calo di Rt, incidenza, ricoveri e reinfezioni da Covid.
IL RAPPORTO DELL’ISS
«L’indice di trasmissibilità (Rt) basato sui casi con ricovero ospedaliero è sotto la soglia epidemica, pari a 0,65, in diminuzione rispetto alla settimana precedente (Rt 0,75). L’incidenza di casi diagnosticati e segnalati nel periodo 11-17 gennaio è pari a 16 casi per 100.000 abitanti, in diminuzione rispetto alla settimana precedente. Al 17 gennaio l’occupazione dei posti letto in area medica è pari a 6,0% (3.723 ricoverati), in diminuzione rispetto alla settimana precedente (8,2% al 10 gennaio). In riduzione anche l’occupazione dei posti letto in terapia intensiva, pari a 1,9% (167 ricoverati), rispetto alla settimana precedente (2,4% al 10 gennaio)».
Secondo quanto riporta il bollettino con i dati del monitoraggio settimanale Covid della Cabina di regia Iss-ministero della Salute, inoltre, «la percentuale di reinfezioni è il 42% circa, in leggera diminuzione rispetto alla settimana precedente.
PARLA L’ESPERTO
«Si consolida ulteriormente la decrescita del contagio da Sars-CoV-2. L’impegno di tutto il sistema e l’attenzione che i cittadini hanno posto e stanno ponendo nell’affrontarlo con gli strumenti che abbiamo imparato a conoscere e, quindi, a usare, hanno determinato questo risultato», dichiara infine il direttore generale della Prevenzione Sanitaria del ministero della Salute, Francesco Vaia. (m.p.)
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