Covid, diminuisce anche il traffico

22 Dicembre 2020

Studio di Enel X e Here Technologies: ecco quante auto in meno sulle nostre strade

Lo shopping natalizio non ha spinto gli abruzzesi a spostarsi in automobile. Gli aquilani sono stati i più bravi a rinunciare alle quattro ruote, seguiti da pescaresi, teramani e chietini. I continui cambiamenti da zona rossa ad arancione, e viceversa, hanno destabilizzato la mobilità degli utenti della strada e gli spostamenti in macchina si sono abbassati del 37% rispetto al periodo precedente all'entrata in vigore delle misure restrittive legate al lockdown. Lo sostiene una indagine firmata da Enel X e Here Technologies con il progetto denominato "City Analytics-Mappa di Mobilità" che ha l'obiettivo di fornire alle istituzioni locali e nazionali indicatori utili per analizzare e adottare le giuste misure di contenimento del traffico e per la definizione di politiche di ripresa delle attività nell'era post Covid. Il progetto è in grado di stabilire come cambia la mobilità stradale ai tempi del coronavirus, quali sono le arterie più o meno trafficate e come varia la frequenza giornaliera degli spostamenti in auto o a piedi degli abruzzesi. Dal report dei promotori dell'iniziativa emerge che «con una diminuzione del 58%, sono stati i cittadini della provincia dell'Aquila quelli che hanno saputo maggiormente rinunciare alle quattro ruote, seguiti dalla provincia di Pescara (-31%), Teramo (-29%), Chieti (-27%)».
«Solo qualche eccezione nel comune di Palmoli», prosegue lo studio di Enel X e Here Technologies, «dove si è registrato un aumento del 43% dell'uso delle automobili, più 53% a Valle Castellana, 21% in più a Luco dei Marsi, Castelli con più 73%». E non appena la regione è passata dal rosso all'arancione, gli abruzzesi «hanno cominciato a schiacciare il piede sull'acceleratore», attesta la ricerca, «e dunque rispetto al periodo pre-Covid i km percorsi sono aumentati del 20% in provincia di Chieti, 11% a Pescara e 10 nel Teramano. Nella provincia aquilana i picchi si sono abbassati del 10%» confermandosi la città che ha scelto mezzi alternativi per gli spostamenti. I flussi di traffico in ingresso in Abruzzo, prevalentemente per ragioni di lavoro, provengono dalle Marche (45%), Lazio (35%) e Molise (20%).