Covid e lavoro, quando è infortunio

20 Luglio 2022

Indennizzo Inail ora più facile per chi è nella Sanità, anche come amministrativo

PESCARA. L’infezione da Covid è riconosciuta fin dall’inizio della pandemia come una possibile causa di infortunio sul lavoro e quindi, chi si contagia, può richiedere l’indennizzo da parte dell’Inail. Ma deve dimostrare che il contagio non poteva non avvenire sul posto di lavoro.
L’Istituto ha innanzitutto l’onere di indennizzare il lavoratore che va incontro alla morte, all’invalidità permanente dal lavoro o anche solo all’inabilità temporanea assoluta superiore a tre giorni come conseguenza di una causa violenta che si sia verificata durante la prestazione lavorativa, quindi anche una infezione virale. Ma bisogna dimostrare il legame tra il contagio e il proprio impiego: provarlo è più semplice per alcune categorie di lavoratori, più difficile per altri.
La giurisprudenza, attraverso sentenze, ha ritenuto che per le professioni sanitarie – come medici, infermieri e fisioterapisti – vista la particolare attività lavorativa che li espone maggiormente al rischio di contagio, sia sufficiente fornire una prova del contagio fondata su presupposti semplici. Basta infatti dimostrare che il contagio non poteva che avvenire sul luogo di lavoro dal momento che, per esempio, non si fa uso di mezzi pubblici o che i propri familiari sono risultati negativi ai test. In particolare, una sentenza di febbraio ha fissato che, lavorando in strutture sanitarie ed essendo a stretto contatto con il personale sanitario o con il materiale da loro utilizzato, anche i tecnici amministrativi della Sanità corrono un alto rischio di essere contagiati. Per tutti gli altri lavoratori, vedersi riconoscere l’indennizzo da parte dell’Inail è più difficile ma possibile: è necessario fornire la prova che il contagio si sia verificato in occasione dell’attività lavorativa con ogni mezzo, senza, però avere la stessa facilità riconosciuta al personale amministrativo delle strutture sanitarie. Dovranno quindi dimostrare in maniera più complessa e con più prove l’origine della loro infezione da Covid. (u.c.)