Covid, quattro morti e 48 ricoverati

7 Settembre 2024

La situazione peggiora ma le Asl continuano a sottostimare i casi che nell’ultima settimana scendono a 330 in regione

PESCARA. Quattro morti con il Covid in Abruzzo nel giro di due settimane: due uomini di 78 e 87 anni della provincia di Pescara, un altro uomo di 83 anni e una donna 98enne dell’Aquilano. In più, il numero dei ricoverati che sale a 48, di cui uno grave in Terapia Intensiva.
L’andamento del virus nell’ultimo scorcio di ferie estive ci dà un quadro che preoccupa. Ma lo stesso bollettino diffuso ieri dice che sono appena 330 i casi scoperti nella settimana che va dal 31 agosto fino a ieri. Non è un errore, né siamo di fronte a dati contraddittori, ma è la prova che il Covid è sottostimato dalle quattro Asl che trasmettono i propri dati al Dipartimento regionale alla Sanità.
La prova di quanto affermiamo è nel numero esiguo di test eseguiti nell’ultima settimana registrati dalla Aziende sanitarie locali. I tamponi eseguiti sono stati appena 55, mentre i test antigenici rapidi sono risultati 2.424. Tutto il resto viaggia sotto traccia, sfuggendo ai controlli delle Asl e quindi della Regione. Ma se è vero che, in genere, le nuove varianti e sottovarianti del Covid procurano i sintomi di un’influenza, più o meno grave, per i pazienti fragili, invece, il rischio di ammalarsi gravemente diventa sempre più alto. E può arrivare a causare la morte, come è già accaduto quattro volte nelle ultime due settimane e, complessivamente, otto volte nel mese di agosto. Ma Asl e Regione non lanciano raccomandazioni o altre azioni di sanità pubblica utilizzate per la prevenzione e il contenimento della diffusione della malattia infettiva. Non c’è alcun obbligo a farlo; i bollettini, sia locale che nazionale, parlano di casi in discesa così come gli analisti affermano che il virus sta segnando una battuta d’arresto. Tutto vero, ma se riscontri che i test per le diagnosi ufficialmente registrati sono pochi, e che il numero dei morti non torna a zero così come i ricoveri continuano a salire, riprendere a sensibilizzare gli abruzzesi è un obbligo etico. «Il Covid continua a circolare ma il vero banco di prova lo avremo dopo la riapertura delle scuole», afferma Massimo Andreoni, direttore scientifico della Simit, Società italiana malattie infettive e tropicali, «i dati delle prossime due settimane», avverte l’esperto, «ci diranno quale sarà il vero impatto del virus sulla ripresa delle attività lavorative e scolastiche». (l.c.)