Crescono i pazienti ricoverati: occupato il 6% dei posti letto

10 Novembre 2021

Tendenza in aumento insieme all’impennata di casi, ma è lontana la soglia da zona gialla

L’Abruzzo è tra le sette regioni italiane in cui l’impennata dei contagi sta mostrando anche un aumento dei ricoveri nei reparti ordinari: come certifica l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali Agenas nel suo rapporto, infatti, l’occupazione dei posti letto in area medica da parte dei pazienti Covid in regione è passato lunedì dal 5 al 6%. È ancora lontana la soglia di allerta del 15%, che rappresenta uno dei requisiti per entrare in zona gialla con le sue restrizioni, ma il trend è chiaro e comincia a provocare non pochi timori negli ospedali, dove stanno finendo soprattutto le persone non vaccinate e gli anziani che hanno ricevuto la seconda dose più di sei mesi fa e quindi subiscono un calo nella copertura immunitaria contro gli attacchi del virus.
Anche perché nel frattempo i contagi continuano a crescere con forza, soprattutto nel Teramano, che è tra le sei province con incidenza di casi in proporzione agli abitanti più alte a livello nazionale.
IL BOLLETTINO
QUOTIDIANO
Il bollettino di ieri della Regione parla di 114 nuovi positivi registrati nella giornata di lunedì, facendo segnare la fine della tregua della domenica con i suoi soli 19 contagiati riportati nel bollettino di lunedì. I nuovi 114 infettati hanno età compresa tra i 3 e i 90 anni. I guariti però sono 115: scende così di una unità a 2.353 il numero degli attualmente positivi in Abruzzo. Di questi, 2.269 (-5 nelle ultime 24 ore) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl, 77 (+4 in 24 ore) sono nei reparti ospedalieri in area non critica e 7 (dato invariato) in terapia intensiva. Fortunatamente non ci sono nuove vittime del Covid nelle 24 ore prese in esame dal bollettino regionale di ieri.
La percentuale di tamponi molecolari positivi risale però al 3,67%: sono 3.103 quelli eseguiti lunedì in regione che hanno portato all’individuazione dei 114 nuovi contagiati.
La provincia dell’Aquila si riprende il primato dei positivi di regione, con 50 nuovi infettati dal virus. Subito dopo viene il Teramano con 34, il Pescarese con 18 e il Chietino con 12.
AUMENTA
LA PRESSIONE
Il tasso di occupazione dei posti letto nei reparti ordinari è arrivata al 6%, grazie ai 5 nuovi ricoveri segnalati nel bollettino di lunedì e ai 4 in quello di ieri. Il totale dei pazienti nei reparti di area non critica sale infatti a 77, mentre sono 1.324 i posti letto complessivi presenti nelle strutture sanitarie in regione.
Insieme all’Abruzzo salgono al 6% anche Liguria, Puglia e Toscana. Numeri molto più grandi in regioni come il Friuli, che raggiunge il 10% di occupazione dei posti letto nei reparti di area non critica e la provincia autonoma di Bolzano che arriva addirittura al 13%. Tra le regioni che mostrano segnali di discesa, invece, ci sono la Basilicata che raggiunge il 7% di occupazione dei reparti ospedalieri e la Sicilia che arriva all’8%. Lo fotografa il rapporto dell’Agenas, che per l’Abruzzo mostra anche un dato meno preoccupante per le terapie intensive: stabile al 4%, dopo la crescita di un punto percentuale a inizio mese. Il bollettino di ieri conferma infatti i 7 ricoverati in rianimazione dei giorni scorsi, sul totale di 181 posti letto in terapia intensiva presenti in regione, più altri 19 attivabili in situazioni di emergenza.
Secondo i dati Agenas, inoltre, gli abruzzesi positivi al virus hanno in proporzione agli abitanti, meno complicazioni del resto degli italiani: in regione infatti finisce in ospedale il 3,4% dei contagiati dal virus, mentre in Italia il 3,8%. Dei ricoverati per Covid, in Abruzzo solo l’8,8% finisce in terapia intensiva, mentre a livello nazionale il dato medio raggiunge la quota dell’11%.
CRESCE
L’INCIDENZA
Con i 114 nuovi positivi registrati ieri, l’Abruzzo vede crescere anche l’indicatore dell’incidenza dei casi: sono 64 i nuovi positivi ogni 100mila abitanti registrati negli ultimi sette giorni. La soglia di allerta – che rientra tra i requisiti che portano alla zona gialla – è fissata a 50.
Tra le quattro province il dato più preoccupante è decisamente quello del Teramano, dove l’incidenza corre ancora e ieri ha raggiunto la quota di 128. Numero, questo, che piazza la provincia di Teramo al sesto posto a livello nazionale, preceduto solo dalla provincia di Trieste (con incidenza di 479), quella di Bolzano (con 260), quella di Gorizia (con 221) e quella di Forlì-Cesena (con 139).
Molto più bassi sono i dati delle altre province abruzzesi: l’Aquilano, che è comunque sopra alla soglia di allerta, ha un’incidenza di 76. Molto distante il Pescarese con 37 nuovi contagiati ogni 100mila abitanti nell’ultima settimana e il Chietino con incidenza a 27.
CONTINUA iL CROLLO
DELLE PRIME DOSI
Nella giornata di ieri soltanto 258 abruzzesi non vaccinati hanno cambiato idea e hanno deciso di ricevere la prima dose del siero anti-Covid. Nell’ultima settimana sono stati soltanto 2.262, in cui rientra anche il record negativo delle 55 prime dosi somministrate nella giornata di domenica in tutti gli hub vaccinali della regione.
Si tratta di briciole rispetto a quella enorme massa di non vaccinati che la Regione e le Asl vogliono convincere a immunizzarsi, che in Abruzzo è composta ufficialmente da 177mila persone ma che, secondo stime regionali, al netto delle esenzioni e dei residenti all’estero iscritti all’Aire, siano circa 150mila. Non a caso da giorni gli esperti parlano di uno zoccolo duro di no vax che ormai è quasi impossibile scalfire.
È del resto ancora alto il numero dei test antigenici rapidi che gli abruzzesi eseguono ogni 48 ore per avere il Green pass, valido soprattutto per lavorare, ma anche per frequentare locali e attività di intrattenimento: sono 12.124 quelli eseguiti in Abruzzo lunedì, mentre 48 ore prima 10.728 quelli di sabato, alle porte del fine settimana.
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