Crisi Brioni, interviene la Regione Oggi il vertice per fermare i tagli
Penne. Convocata per il pomeriggio una riunione in Comune con l’assessore Quaresimale e i sindacati Verrà presentata una richiesta al ministero per cercare di tutelare 321 lavoratori dichiarati in esubero
PENNE. La vertenza Brioni sarà al centro di un tavolo tecnico per capire meglio sviluppi e possibilità. Oggi, alle 16, nella sala consiliare del Comune di Penne, si ritroveranno i sindaci del territorio vestino ed i rappresentanti sindacali territoriali. Parteciperanno anche il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri e l'assessore regionale al lavoro Pietro Quaresimale. Possibile anche la presenza del presidente della Regione Marco Marsilio.
«L'obiettivo», precisano dall'amministrazione comunale pennese, «è chiedere alla Regione di attivare, presso il ministero dello Sviluppo economico e il ministero del Lavoro, gli strumenti per tutelare i lavoratori Brioni e l'avvio dell'iter dell’istituzione dell'area di crisi complessa nel distretto tessile vestino. Non possiamo rischiare di perdere manodopera qualificata e posti di lavoro». Ieri, intanto, i rappresentanti sindacali hanno incontrato a Vasto il ministro del Lavoro Andrea Orlando. «Abbiamo rappresentato la vertenza Brioni e la necessità di un piano industriale che eviti licenziamenti. Abbiamo consegnato un documento con la storia della vertenza in modo che abbia un promemoria. Rimaniamo in attesa della convocazione del ministero dello Sviluppo economico», hanno fatto sapere i rappresentanti sindacali territoriali Antonio Perseo (Filctem Cgil), Leonardo D'Addazio (Femca Cisl) e Debora Del Fiacco (Uiltec Uil). In base a quanto comunicato dall'azienda ad aprile scorso al ministero, in occasione della presentazione del Piano industriale 2021-2025, sono 321 i lavoratori Brioni in esubero. A rischiare maggiormente sarebbero quelli del comparto produttivo (Roman style), ma a rischio ci sarebbero anche i diretti Brioni di qualche ufficio.
Da luglio scorso ad oggi sono poco più di 75 i lavoratori che hanno accettato il percorso di uscita volontaria incentivata. Troppo pochi per i vertici Brioni che, nelle scorse settimane, hanno comunicato la volontà di chiudere i reparti di maglieria e camiceria, senza possibilità di ricollocazione per gli 86 dipendenti a rischio. La linea di maglieria sarà fermata nonostante i numeri di produzione per i 15 dipendenti siano più che ottimi nell'ultimo anno. Per la camiceria, invece, Brioni ha deciso di lasciare solo il sito di Curno (Bergamo), dove sono 56 i lavoratori e si effettua la produzione del solo formale. La produzione Brioni nell'area vestina conta oggi su 958 lavoratori: 618 dipendenti a Penne, 228 a Montebello Di Bertona (camiceria, pantalonificio e maglieria) e 112 a Civitella Casanova (taglio e logistica).
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