Crisi della marineria, gli armatori ora contano i danni: «Risposte o agiremo per vie legali»

15 Gennaio 2026

L’armatore Camplone: «Ogni volta che l’asta tarda, i prezzi si abbassano e per noi aumentano le perdite». Sola (M5S): «Una situazione allarmante per il settore pesca». D’Alfonso (Pd): «Il Comune è indifferente»

PESCARA. «Stiamo valutando le perdite economiche perché abbiamo intenzione di agire per vie legali». Doriano Camplone, armatore e rappresentante dell’associazione Mimmo Grosso, non usa mezzi termini dopo un mese di dicembre segnato da disservizi continui nel mercato ittico e culminati, nelle aste di pesce di prima e dopo Natale, a voce e fuori il tempo massimo (fino alle 10.30 del mattino). Nonostante l’ultima asta – quella di martedì scorso – sia andata avanti senza intoppi, gli armatori denunciano di aver perso ingenti guadagni, in un settore già segnato dall’aumento del prezzo del carburante e dall’insabbiamento del porto turistico, che impedisce a metà barche di salpare (la scorsa domenica sono uscite in mare solo 12 su 24). «Le perdite ci sono state, questo è sicuro, perché ogni volta che l’asta tarda i prezzi si abbassano», prosegue Camplone. Un meccanismo ormai noto: più il tempo passa, più i commercianti se ne vanno e il pescato viene svenduto. «Nel mese di dicembre è stato un continuo blocco e, adesso, la marineria sta cercando di quantificare i danni: un’operazione complessa che richiede di analizzare una per una le bolle di vendita di tutte le imbarcazioni». Un esempio concreto lo riporta lo stesso Camplone citando il caso dell’armatore Marco Di Blasio: «Durante l’asta del 29 dicembre, tra la prima e l’ultima barca di Marco ci sono stati circa mille euro di differenza in termini di vendita. Le seppie, per fare un esempio, quando l’asta si blocca passano da 16 a 7 euro al chilo». Con il fine di evitare il ripetersi di questi scenari, Camplone ha inviato il 3 gennaio scorso una pec al Comune proponendo una soluzione temporanea: «Nel mentre che ottengono l’autorizzazione per il nuovo mercato ittico, abbiamo chiesto di anticipare l’asta di almeno un’ora – quindi di iniziarla alle 3 e non alle 4 del mattino – così da andare sul sicuro anche in caso di rottura del sistema». E il commerciante Valerio Ciroli accusa l’amministrazione comunale di continui rinvii sulla simulazione dell’asta nell’ex biglietteria Tiziano, sulla banchina Sud. «Venerdì scorso, durante il confronto con il consigliere comunale Massimo Pastore davanti all’ex biglietteria, ci era stato detto che entro 10 giorni avremmo saputo quando fare la simulazione. Alla fine è passata quasi una settimana e nessuno ci risponde più, perché lo sanno anche loro: questa idea è un fallimento, gli spazi sono insufficienti». Mentre la marineria valuta le vie legali, la politica locale entra in una fase di stallo: la sentenza del Consiglio di Stato – che ha disposto il ritorno alle urne in 23 sezioni su 170 – ha congelato l’attività delle commissioni. È stata annullata, dunque, la commissione Controllo e Garanzia dedicata al mercato ittico e convocata, per oggi pomeriggio, dal consigliere comunale (M5S) e presidente della medesima commissione, Paolo Sola. «Le commissioni si svolgeranno soltanto per temi che rientrano in quelli che sono indicati come questioni di forte emergenza. Tra queste, purtroppo, non figura il mercato ittico. Una situazione allarmante, lo confesso, perché è un danno economico e sociale e gravissimo per la marineria. Non siamo più davanti a disservizi episodici, ma a un sistema che sta facendo perdere clienti, fiducia e reddito a decine di famiglie». Sulla vicenda interviene anche il deputato del Partito democratico Luciano D’Alfonso, con parole che fotografano una crisi strutturale: «C’è un cantiere fantasma per il potenziamento, l’ammodernamento e lo sviluppo del porto canale di Pescara che non va avanti, nonostante i presunti milioni di euro di investimenti verbalmente garantiti», scrive il deputato in una nota, «e c’è un dragaggio che non draga i fondali, ma che toglie con un cucchiaino qualche millimetro cubo di fango e sabbia. Da mesi è impossibile battere l’asta e il Comune rimane indifferente».