Crisi in provincia D’Incecco: Di Marco deve dimettersi

4 Gennaio 2018

PESCARA. «La grave crisi politica in atto alla Provincia di Pescara, e ufficialmente dichiarata da ben 4 consiglieri di maggioranza, impone al presidente Di Marco di aprire una riflessione non più...

PESCARA. «La grave crisi politica in atto alla Provincia di Pescara, e ufficialmente dichiarata da ben 4 consiglieri di maggioranza, impone al presidente Di Marco di aprire una riflessione non più rinviabile circa la propria permanenza in carica». Vincenzo D’Incecco, capogruppo di Forze di Libertà, intervienesulla spaccatura della maggioranza di centrosinistra in consiglio provinciale, chiedendo di fatto le dimissioni di Antonio Di Marco. «Ci aspettano mesi difficili all’orizzonte che impongono un’operatività e una lucidità che non possono essere pregiudicati da beghe interne di partito, lotte intestine per le candidature alle politiche o guerre di potere, tre situazioni che oggi imbrigliano in modo evidente il lavoro del presidente Di Marco». D’Incecco chiede con tutta l’opposizione l’immediata convocazione di una seduta consiliare «nella quale presenteremo il documento di sfiducia che ora ci aspettiamo venga sottoscritto anche dai 4 componenti della maggioranza che, con la propria nota stampa, hanno già di fatto sfiduciato il proprio presidente». E cioè Enzo Catani, Lella Kechoud, Annalisa Palozzo e Piernicola Teodoro, che hanno accusato in una nota stampa Di Marco di aver «dimenticato il principio di gestione collegiale della politica e delle amministrazioni, elementi fondanti della conduzione democratica».
«Che la situazione fosse difficile e che si respirasse un’aria molto pesante in seno alla maggioranza di sinistra in Provincia era ormai chiaro da mesi», incalza ora il rappresentante della minoranza, «con il bubbone poi esploso a fine dicembre quando solo 4 consiglieri su 8 si sono presentati in aula per approvare il bilancio 2017, passato solo grazie al senso di responsabilità dell’opposizione che si è astenuta per non impedire il pagamento degli stipendi dei dipendenti. E ora», ricorda, «a fronte di un intervento teso a gettare acqua sul fuoco dello stesso Di Marco, quei 4 consiglieri di maggioranza assenti hanno voluto specificare e spiegare le ragioni della loro diserzione, puntando il dito contro un Presidente autoritario che gioca a fare “l’uomo solo al comando” all’interno di un “cerchio magico”». D’Incecco dice che «tale situazione di forte contrasto preoccupa noi e soprattutto gli amministratori locali, i sindaci, che dalla Provincia si attendono supporto, sostegno, aiuto e risposte, non certo immobilismo e stallo determinati dalle liti di maggioranza. Oggi, ancor più, ci chiediamo con quale lucidità il presidente Di Marco pensi di affrontare le eventuali straordinarietà che dovessero presentarsi all’orizzonte amministrativo non avendo più neanche i numeri per governare e andando così ulteriormente ad aggravare le già evidenti condizioni di difficoltà in cui tutte le Province si trovano a operare dopo la riforma Delrio».
Il consigliere passa poi da Di Marco all’intero Pd, sostenendo che «si sta sgretolando in mille frammenti che, in vista delle politiche, daranno vita a fazioni e fazioncine, una dissoluzione iniziata in Regione e che a Pescara sta facendo sentire in maniera più dirompente che altrove i propri effetti. Ma questo la provincia di Pescara non se lo può permettere». Dunque la richiesta è di convocare il consiglio per votare la sfiducia, «mettendo o Di Marco dinanzi a un atto politico incontrovertibile: il suo tempo alla guida della Provincia è concluso e ha il dovere di rassegnare le dimissioni».