Crox ucciso da due coetanei, il 19 settembre la Cassazione sui ricorsi di accusa e difese

17 Giugno 2026

La Procura chiede il riconoscimento dell’aggravante della crudeltà per entrambi. I legali contestano i futili motivi per il primo accoltellatore, l’assoluzione per l’altro

PESCARA. La Corte di Cassazione ha fissato al 19 settembre la discussione dei ricorsi presentati da accusa e difese per l’omicidio di Christopher Thomas Luciani (per gli amici Crox), 16 anni, ucciso con 25 coltellate da due minorenni il 23 giugno del 2024 all’interno del parco Baden Powell di via Raffaello, a Pescara. In appello i giudici avevano ridotto le condanne di primo grado a 16 anni per il primo accoltellatore (figlio di una avvocata di Pescara), quello che provocò la morte di Crox con quei primi fendenti alla schiena mentre si appartavano fra i cespugli del parco, e a 14 anni per il secondo (figlio di un carabiniere), eliminando l’aggravante della crudeltà che ora torna in primo piano soprattutto dopo il ricorso presentato dal procuratore generale.

Secondo l’accusa, dal processo sarebbe emersa «un’azione preordinata con lucidità e a “sangue freddo”, non dettata da alcuna preoccupazione difensiva, tanto che dall’autopsia, come anche dalla ricostruzione del testimone oculare (figlio di un altro carabiniere ndc) è risultata l’assenza di ogni tentativo di difesa». Dopo le prime coltellate, il primo omicida passò il coltello all’amico per completare la mattanza mentre il povero Crox era già a terra agonizzante. Nonostante questo, anche il secondo accoltellatore «ha cominciato a infierire sul corpo con numerose coltellate» e per questo motivo, nel ricorso, la procura generale parla di «atti ultronei», non necessari, superflui, «rispetto al già raggiunto obiettivo omicida»: il primo «prendendo a calci il capo della vittima e schernendolo con la frase “Bum, trauma cranico”» e l’altro «sputando sul corpo». Per l’accusa tutto questo avvalora l’aggravante della crudeltà che invece i giudici di appello hanno escluso.

«La Corte d’appello», scrive ancora l’accusa nel ricorso, «si limita a ritenere la condotta degli imputati connotata da parossistica impulsività, senza valorizzare né valutare in modo critico le modalità dell'omicidio». I difensori del primo accoltellatore, quello che con Thomas aveva un piccolo credito di qualche decina di euro per del fumo, gli avvocati Massimo Galasso e Roberto Mariani nel loro ricorso spiegano perché la Corte di Cassazione deve annullare la sentenza di secondo grado nella parte i cui ha ritenuto sussistente l’aggravante dei motivi abietti e futili; di annullare la sentenza di secondo grado nella parte in cui ha escluso il riconoscimento delle attenuanti generiche; di annullare il secondo grado nella parte in cui non ha riconosciuto il minimo della pena e relativamente al giudizio di bilanciamento tra le circostanze aggravanti e attenuanti, che ha portato al giudizio di equivalenza tra le stesse. Come si vede argomenti squisitamente tecnici in quanto sul fatto in sé, su quel terribile omicidio non c’è nulla da dire.

La caccia a Crox da parte del branco inizia al mattino e quando riescono a intercettarlo, davanti alla vecchia stazione, lo porta nel parco. E mentre gli altri, a eccezione del testimone oculare (che alla sera racconterà tutto al padre facendo così ritrovare il corpo di Crox celato fra i cespugli del parco), si intrattengono a distanza tra le sterpaglie inizia la "mattanza” con il secondo accoltellatore che arriva di lì a poco. Poi, mentre Crox resta a terra, tutto il gruppo se ne va al mare, tra battute e risate su quanto accaduto. Per poi gettare oltre gli scogli il coltello usato per uccidere Thomas, portato dal secondo accoltellatore insieme a una pistola, dietro esplicita richiesta del capobranco. La nonna di Crox, Olga Cipriano, che è stata risarcita di 150mila euro dalla famiglia del primo accoltellatore, (la difesa del secondo imputato, con gli avvocati Italo Colaneri e Giancarlo Crosetti chiedono per il loro assistito l’assoluzione), ha avviato una causa civile nei confronti di tutti i ragazzi presenti quel giorno, nessuno escluso, anche se rimasti fuori dal processo penale, che parteciparono alla caccia a Crox.

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