Cura del verde e sociale, scatta l’obbligo di lavorare nei Comuni

23 Gennaio 2020

PESCARA. Via libera alla fase 2 del reddito di cittadinanza. Con la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, avvenuta lo scorso 8 gennaio, diventa operativo il decreto del ministero del lavoro con il...

PESCARA. Via libera alla fase 2 del reddito di cittadinanza. Con la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, avvenuta lo scorso 8 gennaio, diventa operativo il decreto del ministero del lavoro con il quale sono stati istituiti i Puc, i “Progetti utili alla collettività”, che i percettori della misura dovranno svolgere nel comune di residenza. In pratica, chi percepisce il reddito di cittadinanza è obbligato, salvo alcune eccezioni, a dedicare dalle 8 alle 16 ore settimanali ai progetti individuati dal comune di residenza. Le prestazioni vengono rese a titolo gratuito e non danno origine ad alcun rapporto di lavoro dipendente. Sono diversi i settori di intervento: dalla cura del verde e degli spazi urbani al sostegno nell’organizzazione di manifestazioni pubbliche; dalla consegna della spesa alle persone non autosufficienti al supporto alla raccolta dei rifiuti, all’organizzazione di eventi. Lo svolgimento dei Puc non esonera i percettori del reddito dalla ricerca di un lavoro, sempre attraverso i Centri per l’impiego. È prevista la revoca del reddito di cittadinanza per chi si rifiuta di prestare la propria opera attraverso i Puc. Come detto, tuttavia, non tutti i percettori del reddito sono tenuti a svolgere attività utili alla collettività. Per alcune categorie è previsto l’esonero, a precise condizioni.
Chi ha già un lavoro (reddito di 8.145 euro se dipendente, e 4.800 euro per attività autonoma), infatti, non è obbligato ad aderire. è esonerato anche chi ha già un lavoro, anche se a basso reddito, che lo impegna per più di 20 ore a settimana. L’obbligo non riguarda i pensionati che percepiscono la pensione di cittadinanza, chi non è in buona salute (circostanza che deve essere opportunamente certificata), chi si occupa della cura di figli minori o familiari con disabilità grave, gli studenti e chi frequenta corsi di formazione. (a.bag.)
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