Cuzzi si dimette da consigliere Pd: Di Pietrantonio pronto a sostituirlo

18 Settembre 2021

PESCARA. Si prevede un nuovo cambio della guardia nel gruppo consiliare del Pd in Comune. Giacomo Cuzzi, capogruppo dem sospeso dall’incarico nel luglio 2020 in quanto coinvolto nell’inchiesta della...

PESCARA. Si prevede un nuovo cambio della guardia nel gruppo consiliare del Pd in Comune. Giacomo Cuzzi, capogruppo dem sospeso dall’incarico nel luglio 2020 in quanto coinvolto nell’inchiesta della procura sui concerti e sui grandi eventi affidati durante il suo ruolo di assessore dal 2014 al 2019, e per questo finito ai domiciliari per alcuni mesi, si è dimesso definitivamente da consigliere. Cuzzi, avrebbe dovuto essere sostituito dall’anno scorso dal suo collega di partito e primo dei non eletti Moreno Di Pietrantonio, ma anche lui ha subìto la stessa sorte dell’ex capogruppo, in quanto coinvolto in una duplice inchiesta sui grandi eventi in Comune e su presunte assunzioni clientelari alla Asl. Per questo motivo, al posto di Cuzzi è subentrato provvisoriamente il secondo dei non eletti, Marco Presutti.
Ma ora lo scenario è cambiato. Revocata la sospensione per entrambi, è tornato in gioco Di Pietrantonio che potrebbe presto prendere il posto di Presutti in consiglio comunale. Ma l’interessato non conferma. «Non so niente delle dimissioni di Cuzzi, nessuno mi ha avvertito», ha detto ieri Di Pietrantonio, «se dovessero essere confermate, vedremo».
Ma non è escluso che possa rimanere Presutti per l’incarico di consigliere, in caso di rinuncia di Di Pietrantonio.
L’inchiesta della procura, del resto, non è ancora conclusa. Sono tre gli ex assessori del Comune di Pescara, Giacomo Cuzzi, Moreno Di Pietrantonio e Simona Di Carlo, coinvolti nell’inchiesta su corruzione, turbativa d’asta, finanziamenti illeciti e presunte assunzioni clientelari alla Asl. Per loro e per i due imprenditori Andrea Cipolla e Cristian Summa erano stati disposti nel luglio 2020 gli arresti domiciliari. I finanzieri avevano sequestrato anche beni per circa 15mila euro a carico di Cuzzi e avevano proceduto alla notifica della misura interdittiva di contrarre incarichi con la pubblica amministrazione per un anno. Le indagini avevano preso il via nel 2018, a seguito di alcune segnalazioni giunte alla guardia di finanza. Le indagini hanno permesso di accertare che tutti i grandi eventi assegnati nel quinquennio 2014-2019 erano stati appannaggio di un unico imprenditore e per questo sarebbe stata bypassata ogni procedura di selezione. Un altro filone dell’inchiesta, invece, avrebbe fatto emergere un presunto caso di assunzione clientelare alla Asl, riguardo ad un concorso che sarebbe stato pilotato da Di Pietrantonio, dirigente medico dell’azienda sanitaria e allora segretario cittadino del Pd. (a.ben.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.