Cyberbulli, come evitarli: lezione allo scientifico Galilei

PESCARA. Un’età compresa tra i 10 e i 16 anni, competenza informatica e incapacità di valutare la gravità delle azioni compiute online su chat, social network, newsgroup e mailing. È l’identikit del...
PESCARA. Un’età compresa tra i 10 e i 16 anni, competenza informatica e incapacità di valutare la gravità delle azioni compiute online su chat, social network, newsgroup e mailing. È l’identikit del cyberbullo, che utilizza internet per perpetrare attacchi offensivi e vessatori, realizzando ciò che magari non ha il coraggio di fare nel cortile della scuola. Questo il tema dibattuto mercoledì scorso nell’aula magna del liceo scientifico Galileo Galilei (sede di via Vespucci), guidato dal dirigente Carlo Cappello, nel corso dell’iniziativa itinerante del Corecom Abruzzo in collaborazione con il Centro dal titolo “Cyberbullismo. Conoscerlo per evitarlo”, che si sta svolgendo in numerose scuole abruzzesi. «L’intento è quello di aiutare studenti, genitori e insegnanti a tutelare la propria reputazione online e navigare in rete in modo consapevole», afferma Emiliana Di Sabato, responsabile del Corecom Pescara, «con un focus sul cyberbullismo al fine di prevenirlo e contrastarlo».
Numerosi i casi in Abruzzo negli ultimi anni, ma nulla vieta di ritenere che i giovani tengano sotto silenzio molte delle prepotenze online perché non sanno che esistono leggi per tutelarli e perché in fondo la sofferenza di chi è insultato sul web è motivo di vergogna e debolezza. «Il cyberbullismo può essere ancora più efferato rispetto al bullismo tradizionale e questo perché», come ha spiegato ai ragazzi del Galilei Gian Mauro Placido, direttore tecnico del compartimento Polizia Postale Abruzzo, «vi è un illusorio anonimato del molestatore con conseguente indebolimento delle remore etiche e assenza di limiti spaziotemporali». Ai liceali del Galilei, che hanno partecipato attivamente ponendo domande, è stato distribuito il vademecum realizzato dal Corecom Abruzzo, con consigli sull’uso del web e dei social. Nella mattinata è stato illustrato anche il funzionamento di YouPol, l’app gratuita della Polizia di Stato attraverso la quale è possibile segnalare in modo anonimo sia un episodio di cyberbullismo, sia un episodio di spaccio di droga che instrada l’invio di una segnalazione con foto o video direttamente alla centrale operativa dell’area di riferimento. «Nella provincia di Pescara», ha concluso l’ingegner Placido, «abbiamo ricevuto tra aprile e settembre 48 segnalazioni di cui 8 per cyberbullismo. È un primo dato significativo acquisito grazie a YouPol, un prezioso strumento che mette in comunicazione i ragazzi con la sala operativa della questura».

