D’Addona fuori per mezzo voto vuole il riconteggio

9 Giugno 2019

CITTÀ SANT’ANGELO. Raramente in un'elezione un singolo voto è decisivo: è accaduto a Città Sant'Angelo, dove 598 voti non sono bastati al candidato sindaco sconfitto Arturo D'Addona, sostenuto dalla...

CITTÀ SANT’ANGELO. Raramente in un'elezione un singolo voto è decisivo: è accaduto a Città Sant'Angelo, dove 598 voti non sono bastati al candidato sindaco sconfitto Arturo D'Addona, sostenuto dalla lista Azione Politica Città In Comune, a diventare almeno consigliere comunale. Ma un solo voto in più, in base al metodo di calcolo D'Hondt, avrebbe garantito a D'Addona il posto a danno della lista "Insieme per Città Sant' Angelo": l'ex comandante della stazione locale dei carabinieri potrebbe a questo punto chiedere un riconteggio delle schede, alla caccia di quel voto in più che gli aprirebbe le porte del consiglio. Escluderebbe così Mauro Patrizii, eletto con 348 preferenze nella squadra di Antonio Melchiorre. «E' vera questa situazione» conferma D'Addona, «e sto effettivamente pensando a questa possibilità». Al momento, tuttavia, non ha ancora preso una decisione: «Ci manca mezzo voto», scherza il carabiniere. A mancare è infatti mezzo punto nel coefficiente che determina l'assegnazione del quinto e ultimo seggio: bisogna infatti dividere progressivamente i voti di tutte le liste per 1, 2, 3 (e così via) assegnando un consigliere ai cinque coefficienti più alti. I 2394 voti presi da Melchiorre, arrivati a essere divisi per 4 come previsto dal metodo, diventano 598,5. Mezzo punto in più dei voti complessivi per D'Addona: arrivare a 599 dunque ribalterebbe la situazione, anche se potrebbe spingere il gruppo "Insieme" a chiedere un riconteggio anche in loro favore (se saltasse fuori un voto in più per D'Addona, Patrizii avrebbe bisogno di 2 voti di lista in più per mantenere lo scranno in consiglio). Un eventuale riconteggio andrebbe chiesto al Tar: in ogni elezione le schede valide vengono conservate in prefettura, mentre le bianche e le annullate vengono inviate all’archivio del tribunale, in questo caso di Pescara, che deve obbligatoriamente conservarle per tutta la durata del mandato. Proprio tra bianche e nulle potrebbe saltare fuori qualche voto sfuggito durante lo scrutinio: più difficile invece che ci siano errori tra i voti validi, mentre le schede che lasciano i seggi con l'etichetta di "contestate" sono solitamente pochissime.
Pierpaolo Di Simone