D’Alberto: danni leggeri, pronto il 92% dei progetti

25 Agosto 2023

Bilancio del sindaco sugli interventi di sistemazione degli edifici privati in città: «Le difficoltà maggiori restano per le palazzine popolari ancora con tanti sfollati» 

TERAMO . La riparazione dei danni lievi alle abitazioni è avviata alla fase conclusiva. Restano, però, tante ferite ancora aperte, soprattutto nel patrimonio pubblico, e centinaia di famiglie senza casa, tra inquilini delle palazzine popolari e proprietari di immobili gravemente lesionati. È questa la fotografia della ricostruzione in città a sette anni dall’inizio della sequenza sismica che ha messo in ginocchio il Centro Italia. A definirne i contorni sono i numeri elaborati dal Comune e illustrati dal sindaco Gianguido D’Alberto. Ne emerge un quadro con luci e ombre che il primo cittadino teramano spiega con una premessa. «Per i primi quattro anni dopo i terremoti», evidenzia D’Alberto che è anche presidente regionale e delegato per il cratere dell’Anci, l’associazione nazionale dei Comuni, «la ricostruzione è rimasta prigioniera di norme ordinarie, senza semplificazione delle procedure e risorse economiche e umane adeguate».
Gli interventi privati
La svolta, secondo il sindaco, è arrivata nel 2020 con la nomina di Giovanni Legnini a commissario per il post-sisma. Da lì in poi la riparazione dei danni ha preso a marciare a ritmo serrato, Il risultato più incoraggiante a Teramo, il più grande dei 16 Comuni del cratere in provincia, è relativo alla cosiddetta “ricostruzione leggera”. Delle 425 domande presentate, ne sono state licenziate 390, pari al 92 per cento del totale. A questi progetti approvati dall’Ufficio speciale regionale corrisponde uno stanziamento di 59,2 milioni già erogato ai proprietari degli immobili. «Siamo ormai in dirittura d’arrivo per la riparazione dei danni lievi», evidenzia il sindaco, «e Teramo si trova sopra la media del cratere abruzzese per pratiche completate». Per la “ricostruzione pesante” sono state presentate 281 richieste, con 120 progetti approvati per 90,4 milioni, che corrispondono al 43 per cento del totale. «Ci avviciniamo a cifre importanti», osserva il sindaco, «tenendo conto che su questo fronte la scadenza per presentare e completare le domande è fissata al 31 dicembre».
IL CONFRONTO DEI DATI
I circa 150 milioni assegnati a Teramo rappresentano il 35 per cento dei 445 milioni stanziati per la ricostruzione privata in Abruzzo. «A fronte del peso dei danni stimati sul territorio comunale in circa il 12 per cento del totale», fa rilevar D’Alberto, «il nostro dato indica che viaggiamo più veloce rispetto al resto del cratere». In provincia gli altri comuni sono Campli, Castel Castagna, Castelli, Civitella del Tronto, Colledara, Cortino, Crognaleto, Fano Adriano, Isola del Gran Sasso, Montorio al Vomano, Pietracamela, Rocca Santa Maria, Torricella Sicura, Tossicia e Valle Castellana.
La ricostruzione difficile
Le difficoltà maggiori restano legate alla riparazione del patrimonio pubblico. «Nessuna delle palazzine Ater in città è stata riparata», evidenzia D’Alberto, «per la farraginosità della normativa che penalizzata questo tipo di interventi e tiene ancora tante famiglie fuori dalle loro case». Anche la ricostruzione di scuole e altre strutture pubbliche sconta ritardi che si stanno attenuando. «Il commissario Castelli ha proseguito lungo il percorso avviato tre anni fa con la costruzione del cantiere normativo per l’emergenza», conclude D’Alberto, «sono d’accordo sul fatto che negli ultimi mesi c’è stata un’accelerazione, ma si tratta di benefici nati nel 2020 anche grazie all’impegno degli amministratori locali».
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