«D’Alfonso poteva intervenire»

16 Aprile 2015

Sospiri: il presidente ha consentito l’operazione. Di Nisio: occhio alle tasse evase

PESCARA. Va all’attacco il consigliere regionale di Forza Italia Lorenzo Sospiri e dice che il presidente Pd della Regione Luciano D’Alfonso, nonostante una sceneggiata in un consiglio regionale lo scorso 24 febbraio, ha «consentito» l’acquisto del palazzo d’oro da parte della Asl. «Il direttore generale della Asl Claudio D’Amario ha candidamente ammesso di aver pagato l’edificio il triplo di quanto lo aveva pagato il privato appena due anni prima», dice Sospiri, «D’Amario ha espresso anche un plauso nei confronti dell’imprenditore che glielo ha venduto dicendo che sarà stato “bravo”. Ma soprattutto ha rivelato che la Regione Abruzzo non gli ha mai ordinato di fermare l’operazione, com’era in suo potere, ma gli ha solo chiesto “chiarimenti”. Dunque il grande impegno profuso dal governatore D’Alfonso per evitare il salasso di 2,8 milioni si è limitato a una richiesta di “chiarimenti”, consentendo la conclusione dell’operazione. È evidente», dice Sospiri, «che tale vicenda merita più di un approfondimento sotto tutti i punti di vista, a partire da quello contabile. Il servizio di Striscia la notizia è l’ennesima dimostrazione che avevamo ragione quando abbiamo sollevato il problema dell’acquisto dell’immobile scrivendo due volte a D’Alfonso per chiedergli di fermare l’operazione. L’ospedale e la Asl hanno ben altre necessità».

Sul caso interviene anche Fausto Di Nisio, ex consigliere comunale ma soprattutto ex revisore dei conti della Asl, che si appella a D’Alfonso: «Rivestono una gravità enorme le dichiarazioni rilasciate dal direttore generale laddove egli lascia trasparire un probabile comportamento di tipo evasivo da parte del precedente detentore dell’immobile oggetto di compravendita, dichiarazione che dovrebbe indurre, quanto meno, azioni accertatrici da parte degli organi di controllo tributario». Di Nisio ha scritto anche una lettera D’Alfonso invitandolo a intervenire: «La cosa che più mi rattrista», dice Di Nisio, «è, comunque, il comportamento del collegio sindacale il quale, a dire del direttore generale, ha avallato l’operazione con il proprio parere positivo senza neanche formulare le semplici osservazioni che le sto sottoponendo ora io. Quindi, presidente», conclude Di Nisio, «la invito a che questa vicenda non venga lasciata cadere nel vuoto come spesso accade in questo Paese e, invece, partendo proprio da essa, si possa avviare un processo di accertamento della realtà che porti chi ha eventualmente errato a pagarne le conseguenze anche perché noi cittadini siamo letteralmente stufi di vedere le nostre risorse mal utilizzate».

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