D’Amico e Birindelli: «Anche l’Abruzzo stringerà la cinghia»

27 Febbraio 2022

Gli esperti: le sanzioni a Mosca sono armi a doppio taglio Bollette più costose e calo dell’export, ecco i contraccolpi  

«È un’arma a doppio taglio, che rischia di avere più effetti negativi che positivi per noi, deve essere valutata attentamente»: così Giuliana Birindelli, economista e docente all’Università D’Annunzio di Chieti e Pescara, parla della possibile disconnessione della Russia dal sistema “Swift”, sanzione finanziaria talmente potente da essere soprannominata “l’arma nucleare”.
È per questo che è ancora al vaglio della Nato, con alcuni paesi, tra cui l’Italia, che hanno espresso alcune perplessità, pur aprendo al provvedimento. I contraccolpi per l’economia occidentale e italiana – e quindi abruzzese – potrebbe infatti essere durissima, acuendo i problemi per l’approvvigionamento e i costi di gas e materie prime, ma anche per le esportazioni dei nostri prodotti in Russia.
LO SWIFT E LA SANZIONE FINALE
«Lo Swift è un fornitore di servizi di messaggistica finanziaria sicuri, una sorta di piattaforma di comunicazione tra banche. Collega 11 mila istituzioni finanziarie in oltre 200 paesi di tutto il mondo, consentendo lo svolgimento di transazioni», spiega Birindelli: «la Russia ha creato reti di pagamento alternative allo Swift. In più, potrebbe decidere di utilizzare il Cips, il sistema di pagamento interbancario transfrontaliero cinese. Non dimentichiamo poi che la sua Banca Centrale ha accumulato negli ultimi anni cospicue riserve di valuta. Per queste ragioni, nel breve termine il provvedimento forse non avrebbe effetti rilevanti sull’economia russa, ma è probabile ne possa avere nel medio/lungo termine. Ciò visto che la Russia è relativamente povera in un’ottica economica: il suo Pil è più basso di quello italiano». Poi sulle conseguenze per l’Occidente: «D’altro lato, le economie che intendono comminare la sanzione ne risulterebbero danneggiate.
Come riscuotere i crediti verso le imprese russe? E come pagare l’energia? L’Italia utilizza il gas russo per soddisfare circa il 43% del suo fabbisogno energetico. E, come il nostro paese, altri in Europa, soprattutto la Germania. In questo quadro anche l’Abruzzo, come le altre regioni, risentirebbe negativamente delle difficoltà nelle transazioni finanziarie dovute all’uscita della Russia dallo Swift. Quali potrebbero essere gli effetti sulle fonti energetiche? Quali sulle imprese con spinta vocazione all’export? Ecco l’arma a doppio taglio: maggiori i benefici o i danni? Queste le considerazioni economiche, ovviamente non le sole da tener presente nell’ambito di una problematica con forti connotazioni di carattere umanitario, giuridico e militare».
LE SANZIONI GIà COMMINATE
È invece l’economista e docente dell’Università di Teramo Luciano D’Amico ad analizzare le sanzioni già comminate alla Russia dopo l’aggressione all’Ucraina: «Oltre che giuste, sono sanzioni efficaci, che colpiscono Mosca su due fronti». Il primo: «Le sanzioni impediscono già alla Russia l’accesso ai mercati finanziari. Più tempo durerà l’azione militare, più si alzerà la tensione e maggiori saranno i rischi che si possa generare il panico tra i cittadini russi e che parta una corsa agli sportelli per ritirare denaro, che in realtà si intravede già». Il secondo fronte: «La Russia è un gigante militare ma un nano economico, che basa le sue entrate sull’esportazione delle materie prime. Le sanzioni fermano lo sviluppo delle tecnologie per l’estrazione delle materie: questo prima rallenterà e poi fermerà le sue esportazioni, non consentendo al governo russo di compensare una corsa agli sportelli con nuove entrate». Le conclusioni: «Per tutto questo la Russia rischia di dover bruciare le sue riserve valutarie e ritrovarsi poi isolata e in una crisi spaventosa. Se chiudesse ora i rubinetti del gas ci sarebbero più danni per noi, ma a lungo termine sarebbe Mosca a pagare il prezzo più alto. Una contrazione dell’economia russa avrebbe però poi conseguenze sulle nostre esportazioni. In Abruzzo i più esposti sembrano il settore dell’automotive e il Chietino».