Da 2 anni devono vivere in albergo

Madre e figlia sgomberate dai palazzi a rischio: «Abbiamo diritto a una casa»
PESCARA. «Sono quasi due anni che viviamo all’hotel Holiday. Dopo lo sfratto dal nostro appartamento dell’Ater in via Lago di Borgiano, del quale si temeva il crollo, ci hanno sistemate lì.
A me, e a mia madre. E da allora non ci è stata ancora trovata una sistemazione, per cui la Regione spende per noi 1200 euro al mese a ciascuno». È una storia infinita quella di Antonella Mancinelli e della madre, Lucia D’Angelo, 85 anni. E non se ne vede la fine.
Con loro, in albergo, ci sono anche altre famiglie. E altre ancora vivono a Città Sant’Angelo, sempre in albergo, mentre alcuni hanno preso delle case in affitto e ricevono un contributo, sempre come conseguenza dello sfratto del 2017.
«Ci hanno proposto delle case in alternativa alla nostra, certo. Ma una era a Montebello di Bertona, un’altra a Torre de Passeri, e altre a Fontanelle e Zanni». Le prime sono state escluse perché madre e figlia non intendono lasciare Pescara, le altre perché si trattava di appartamenti di «47 metri quadri, magari anche da ristrutturare. Ma io non ho 15mila euro da investire per una ristrutturazione. E ritengo che sia un mio diritto avere una casa decente, dopo aver dovuto lasciare il nostro appartamento che era di 87 metri quadri», dice sempre Antonella Mancinelli ricordando «di non essere abusiva e neppure morosa e di non avere precedenti penali. E sono ai primi posti della graduatoria», tra chi ha diritto a vedersi assegnato un alloggio, dopo lo sgombero del 5 luglio di due anni fa.
Eppure, da qualche mese non ha ricevuto più contatti e trova assurdo che la Regione spenda così tanto ogni mese per mantenerle in albergo, ormai da due anni.
Le fa eco la madre, che non ne può più di vivere in hotel. «Lì si sta male, abbiamo dovuto stravolgere la nostra alimentazione. E vorrei una casa», aggiunge l’anziana.
Le due hanno incontrato ieri mattina il vice presidente del Consiglio regionale Domenico Pettinari proprio sotto al palazzo dove abitavano, pieno di problemi ma pur sempre una casa. «Ho chiesto l’abbattimento di questi edifici», fa presente Pettinari ricordando che «gli alloggi alternativi vanno messi a disposizione dalla Regione, e il Comune deve provvedere alla assegnazione». (f.bu.)

