Da fine luglio lavori in spiaggia contro l’erosione
FRANCAVILLA. Partiranno a fine luglio i lavori per il ripascimento morbido dei tratti di litorale gravemente danneggiati dall’erosione. Il progetto del Comune, finanziato dalla Regione per 100 mila...
FRANCAVILLA. Partiranno a fine luglio i lavori per il ripascimento morbido dei tratti di litorale gravemente danneggiati dall’erosione. Il progetto del Comune, finanziato dalla Regione per 100 mila euro, prevede il posizionamento di circa 5 metri cubi di sabbia, in corrispondenza delle concessioni balneari in condizioni di grave sofferenza. «L’amministrazione comunale si è attivata immediatamente e con forza, insieme ai balneatori, per richiedere il ripascimento morbido dei tratti maggiormente erosi», afferma il sindaco Antonio Luciani, «Le aree interessate non ricadono all’interno di Siti di interesse comunitario (Sic), né all’interno di zone di Protezione speciale (Zps) e non sono assoggettate alle prescrizioni del Piano regionale paesistico». I lavori partiranno alla fine di luglio, «in tempi assolutamente da record da parte della Regione e dei nostri uffici comunali, che stanno già espletando le procedure di gara, e precederanno il rafforzamento delle scogliere che sarà realizzato a settembre. La giunta regionale ha dunque ristabilito un criterio di equità e armonia del territorio poiché la nostra costa e la sua tutela non hanno confini comunali né colori politici».
E a proposito dei contestatissimi interventi di ripascimento morbido stagionale autorizzati dal Comune, che hanno creato seri problemi ai tratti di arenile libero (i lavori sono stati effettuati a maggio, con il prelievo di grosse quantità di sabbia dalla spiaggia libera di viale Tosti, poi trasferite a protezione degli stabilimenti colpiti da erosione), l’ambientalista e responsabile del Forum abruzzese movimenti per l’acqua, Augusto De Sanctis, contesta la procedura seguita dal Comune, basata su una semplice autorizzazione degli uffici. «Tutte le opere costiere antierosione devono essere sottoposte alla procedura di assoggettabilità a valutazione di impatto ambientale, il cosiddetto screening. Tutti la fanno, in Italia e anche in Abruzzo, vedi Pescara. La norma deriva dalla direttiva comunitaria sulla Via e il piano del demanio regionale non può derogare ad una norma nazionale. La procedura prevede una relazione preliminare ambientale che viene pubblicata per 45 giorni per le osservazioni. Poi decide il comitato Via regionale».
Giuseppina Gherardi

