Da hotel a ostello per i migranti
Cepagatti, la struttura chiusa da 10 anni chiede il cambio di destinazione
CEPAGATTI. La struttura ricettiva è chiusa da 10 anni, ma in corrispondenza della nuova ondata di 300 migranti in arrivo a Pescara e provincia i soci della cooperativa decidono di chiedere il cambio di destinazione d'uso per trasformarla in ostello della gioventù. Con molti meno permessi, rispetto a un hotel, necessari a ottenere la certificazione di agibilità.
È l'altra faccia dell'accoglienza, quella che vede in prima fila i proprietari di vecchi alberghi che intravedono nei richiedenti asilo un'occasione di guadagno. Succede a Cepagatti con l'hotel Morante trasformato in ostello per ospitare 30 disperati da Lampedusa per 4 mesi, dal 1° settembre al 31dicembre. Ma lo stesso avviene in tante altre parti d'Italia. Per il centrodestra questo si chiama «business dei migranti» e già coinvolge direttamente alcune cooperative come l'Arci e la Eta Beta e indirettamente i 1.500 profughi attualmente ospitati tra Pescara e la sua provincia. A questi, se ne aggiungeranno gli altri 300 previsti dal nuovo bando stilato dalla Prefettura che «ha già previsto di spendere oltre 2 milioni di euro».
La corsa dei privati alla presentazione delle domande è partita. Il termine per la ricezione delle offerte è infatti fissato al 19 agosto alle ore 12, mentre qualche giorno dopo, il 22 agosto alle 11,30, ci sarà l'apertura delle buste con l'affidamento dei “servizi di accoglienza e assistenza ai cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale”. «Hanno inventato la formula per superare i bandi restrittivi», denuncia Lorenzo Sospiri, capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale, «al Comune di Cepagatti il sindaco dichiara di non sapere nulla, e mente sapendo di mentire. Hanno chiesto il cambio di destinazione d'uso di una catapecchia chiusa da 10 anni, situata in mezzo ai palazzi, tra due scuole che a settembre riapriranno, per trasformarla in ostello della gioventù. In quei locali saranno stipati in condizioni vergognose 30 immigrati in sei stanzette». La risposta della popolazione è una raccolta firme arrivata a 400 sottoscrizioni. Una risposta analoga a quella dei cittadini di Montesilvano che, dopo sei mesi, chiedono di spostare i 100 immigrati dall'hotel Excelsior e trovare soluzioni alternative. «L'Excelsior», prosegue Sospiri, «va sicuramente escluso dalla possibilità di ospitare all'infinito i presunti profughi o ci metteremo lì davanti con i banchetti come abbiamo fatto per l'Holiday a Pescara». In attesa di un tavolo sulla sicurezza con i sindaci di Pescara, Marco Alessandrini, e Montesilvano, Francesco Maragno, Forza Italia ha depositato una proposta di modifica alla legge regionale 77 volta ad escludere dai contributi per il sostegno delle attività turistico-ricettive, le strutture che non producono budget tramite l'attività turistica «perché se fai business sugli immigrati e i soldi già te li fai dare dallo Stato sui migranti», dicono, «allora non hai diritto ad altro».
Ylenia Gifuni
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