Da Melania a Jennifer: vittime indifese

Nel 2011 l’allora militare Parolisi accoltellò a morte la moglie, Sterlecchini venne assassinata per mano del suo ex fidanzato
Tra i casi più mediatici di sempre c'è l'omicidio di Melania Rea, 28enne assassinata nel bosco delle Casermette a Civitella del Tronto (Teramo) il 18 aprile 2011. Stretto tra la relazione con l’amante e quel matrimonio a cui non sapeva mettere fine, Salvatore Parolisi mise fine alla vita della moglie con 35 coltellate. Oggi, dopo aver perso i gradi, è recluso nel carcere di Bollate. Quel pomeriggio una telefonata ai carabinieri denunciò la scomparsa della giovane mamma. Al telefono era proprio Parolisi, istruttore del 235° Reggimento Piceno: disse che sua moglie Carmela, per tutti Melania, era scomparsa mentre era sul pianoro in sua compagnia e della loro figlioletta Vittoria.
Fu la fine di una storia d'amore, come spesso accade in questi casi, alla base del dramma avvenuto il 26 agosto 2011 a Celano, nella Marsica, dove con più di dieci coltellate fu uccisa Halina Renata Kaminska. Il marito Dino Stornelli, 42 anni, pavimentista di Celano colpì la straniera sul lato destro del collo. Sembra che i due coniugi litigassero in continuazione, soprattutto nell’ultimo periodo, per motivi legati all’atteggiamento di possessività e gelosia dell’uomo, tanto che lei sembra fosse decisa a lasciarlo. Un’altra violenta lite tra l’uxoricida suicida di Celano e la moglie c’era stata pochi giorni prima e l’episodio aveva richiesto l’intervento dei carabinieri. Un doppio omicidio seguito da un suicidio che destò molto scalpore si verificò nel 2007. Luigi Narcisi, 71 anni, con un fucile da caccia uccise prima la convivente, Nella Graziosi, a Scai di Amatrice, poi sparò all’Aquila alla figlia della donna che lavorava in un centro estetico, Roberta Colaiuda, di 24, per poi togliersi la vita in una località isolata con la stessa arma.
A Pescina, Veli Selmanaj, detto Willi, bracciante agricolo di 46 anni, mise in atto il doppio omicidio della moglie Fatima e della figlia Sene Ada di 21 anni a colpi di pistola davanti al supermercato Todis del centro marsicano. L'uomo era stato allontanato dalla moglie perché accusato di molestie sessuali e violenza nei confronti della figlia e per questi motivi serbava forte rancore per le due donne.
Nel 2013 ci fu un duplice omicidio nel parcheggio di un supermercato nella zona industriale di Bazzano, nell'Aquilano. Una esecuzione in piena regola innescata dalla gelosia. Burhan Kapllani, 48 anni, imprenditore di origine albanese, uccise a colpi di pistola l’ex moglie e il suo nuovo compagno che erano usciti dal supermercato dopo aver fatto la spesa ed erano appena risaliti in auto. La vittima si chiamava Boshti Hrjeta, 36 anni, madre di 4 figli avuti con l’ex marito. L’altra persona rimasta uccisa si chiamava Hana Shpetin. Le vittime abitavano nell’area delle case comunali di San Gregorio.
Jennifer Sterlecchini, di Pescara, venne uccisa all'età di 26 anni con 17 coltellate il 2 dicembre del 2016 dall'ex fidanzato Davide Troilo che sta scontando 30 anni di carcere per omicidio volontario aggravato dai futili motivi. Un altro dei più drammatici casi di uxoricidio avvenuti in Abruzzo è quello messo in atto da Fausto Filippone, 49 anni. Gettò da un ponte la figlia di 10 anni, morta sul colpo dopo una caduta di 40 metri. La madre della piccola era stata spinta dal marito dal balcone, morendo a causa delle ferite riportate. L'episodio risale a maggio del 2018 e fu caratterizzato da una drammatica mediazione a distanza, con il 49enne appeso sul vuoto sull’autostrada A14 a Francavilla al Mare, in provincia di Chieti. Poi si lasciò cadere, morendo. Il movente è sempre rimasto un giallo. O sua moglie Marina Angrilli, insegnante di 52 anni, aveva deciso di lasciarlo, oppure Filippone soffriva di una patologia depressiva mai venuta alla luce.
Monia Di Domenico, psicologa 45enne originaria di Corropoli in provincia di Teramo, venne uccisa invece dall'inquilino del suo appartamento, a Francavilla al Mare l'11 gennaio 2017. Lei si era rivolta all'uomo per ottenere il pagamento di due mesi di affitto. Giovanni Iacone la colpì con una serie di sassate alla testa e poi alla gola con un pezzo di vetro, provocandole la morte. Sta scontando 17 anni di carcere. Ci fu poi il caso di Roland Bushi, il muratore albanese di 30 anni accusato di aver ucciso Aliona Oleinic, moldava di 33 anni, alla quale l'uomo, dopo aver scavalcato il recinto, sferrò 11 coltellate nel giardino di casa a Francavilla al Mare il 3 settembre del 2019. La donna, che lavorava in un locale notturno che Bushi frequentava, morì al policlinico Gemelli di Roma 45 giorni dopo il ricovero e dopo essere stata sottoposta a sei interventi chirurgici. L'uomo, accusato di omicidio volontario con l'aggravante della premeditazione e dei futili motivi, è stato condannato all'ergastolo dalla Corte d'Assise di Chieti il 23 marzo del 2021.

