Da oggi i vaccini nelle case Perazzetti: «Ce la faremo»

Le prime dieci dosi sono riservate agli ultraottantenni e ai soggetti fragili Per dare il via al servizio, scendono in campo due medici di base e i volontari
CITTÀ SANT’ANGELO. Parte questo pomeriggio la vaccinazione a domicilio a Città Sant'Angelo. Sono dieci i primi destinatari delle altrettante dosi di Moderna, riservate a ultraottantenni e soggetti fragili residenti sul territorio. L'iniziativa, resa possibile grazie alla collaborazione dei medici di base e della Croce angolana, è nata da un'idea del sindaco Matteo Perazzetti, che alla fine di marzo ha pensato di far partire la macchina organizzativa per portare il vaccino nelle case di quei soggetti che hanno più difficoltà a recarsi nel centro allestito da amministrazione e Asl nella palestra della scuola Fabbiani. L'incarico è affidato a un gruppo composto da due medici di base e dai volontari della Croce angolana: grazie all'utilizzo di due ambulanze è stato possibile creare due squadre, ciascuna delle quali con medico e due volontari, chiamati a recarsi nelle abitazioni segnalate per iniettare il vaccino Moderna agli aventi diritto. Lo stesso tipo di vaccino prevede che con l'apertura di un flacone sia possibile ricavare dieci dosi, da dover inoculare entro sei ore.
Per ogni paziente si è calcolato un tempo dedicato che va dai 45 ai 60 minuti, motivo per il quale a ciascuna delle due squadre sono stati affidati 5 destinatari. Tutti sono stati preventivamente individuati e avvisati dai funzionari preposti e oggi pomeriggio riceveranno la prima dose a domicilio.
«Bisogna fare in modo che si prema sull’acceleratore, altrimenti diventa davvero difficile tornare presto alla normalità», commenta soddisfatto il sindaco Perazzetti, che ha voluto la novità proprio per cercare di aumentare i giri del motore alla macchina vaccinale. «Abbiamo voluto gestire in questo modo, senza alcuna indicazione, perché crediamo che non si debba commettere nessun errore e che neanche un vaccino vada sprecato», prosegue il primo cittadino angolano. «Il vaccino è l’unica arma che abbiamo per cercare di debellare questo maledetto virus».
Poi un pensiero a tutte le forze in campo che, con questo ulteriore sforzo, vogliono continuare a dare il loro aiuto nella lotta alla pandemia: «Ringrazio i medici di base, il dottor Enrico Lanciotti e i volontari della Croce angolana, perché fin dal primo giorno sono scesi in campo senza mai arretrare», riferimento anche al grande lavoro svolto nei mesi scorsi durante lo screening di massa. «La macchina organizzativa è in funzione, speriamo di poter vaccinare più persone possibili».
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