Da oggi l’Abruzzo torna in zona bianca

Continua il calo dei ricoveri, ma Parruti avverte: «La quarta dose sarà inevitabile per continuare a proteggerci dal Covid»
Da oggi l’Abruzzo torna in zona bianca. Non accadeva dallo scorso 9 gennaio, ultimo giorno prima del progressivo aumento delle restrizioni. A distanza di due mesi la nostra regione può tirare un sospiro di sollievo, perché il virus sembra aver allentato la morsa ed anche gli esperti si mostrano fiduciosi. È il caso, ad esempio, del professor Giustino Parruti, primario del reparto di Malattie infettive di Pescara, che afferma: «Si vede la luce in fondo al tunnel, ma la quarta dose sarà inevitabile per continuare a proteggerci». Con il cambio di fascia non cambierà praticamente nulla. Le restrizioni maggiori continueranno ad averle coloro che non sono in possesso del Green pass, per cui rimarranno i divieti già in vigore nei loro riguardi. Per gli immunizzati, invece, prosegue il ritorno verso la normalità. Ed anche gli ultimi dati sono confortanti. L’ultimo bollettino racconta di 918 nuovi positivi (di cui 735 emersi da test antigenico): il più giovane è un bambino di appena 4 mesi della provincia di Chieti, mentre la più anziana una donna 95enne dell’Aquilano. I nuovi contagiati sono residenti nelle province dell’Aquila (165), Chieti (266), Pescara (196), Teramo (251), altri 16 fuori regione e 24 sono in corso di accertamento. I ricoveri in area medica sono 290 (-10), 13 (-1) in terapia intensiva. Le città con il maggior numero di positività recenti sono Pescara (55), Teramo (53) e L’Aquila (36). Gli attualmente positivi sono 65.108 (+505), ma si registrano anche 409 nuovi guariti, che aggiornano il dato a 201.867. Infine i morti: dall’ultimo bollettino se ne segnalano altri quattro: sono un 87enne di Barete, una 93enne di Ortona, un 81enne di Mosciano Sant’Angelo ed un 92enne di Teramo. Dall’inizio dell’emergenza sono state 2.999 le vittime in Abruzzo.
«Si tratta principalmente di persone con comorbilità», sostiene Parruti, «oppure di persone non vaccinate che sono ricoverate in terapia intensiva. Però i rischi per la popolazione generale, con un sistema immunitario integro e sottoposta alle tre dosi di vaccino, sono ormai destinati a declinare. La vaccinazione diffusa renderà gestibile l’infezione da Covid. Tuttavia continuerà a circolare e anche gli scenari di guerra interferiranno sulla possibilità di controllare il virus in Europa». Quindi sarà necessario continuare a mantenere alta l’attenzione: «In generale, dovremo mantenere l’allerta interpandemica perché non possiamo escludere la possibilità che compaiano nuove varianti in grado di insediare anche i triplo vaccinati, seppur al momento non ci sia uno scenario imminente in tal senso». Ed a proposito di quel che bisogna attendersi per l’immediato futuro, Parruti si esprime anche sulle quarte dosi: «In Italia sono partite per i fragili», conclude l’esperto, «ma sicuramente arriverà il momento anche per gli altri. Sarà un po’ come per il vaccino antinfluenzale, necessario per ottenere la copertura dal virus».
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