Da Tommaso a Sofia, quelle morti assurde

1 Settembre 2022

Nell’Aquilano sono tre in un anno i bambini uccisi da fatalità mentre si divertivano

L’AQUILA. Alessia nel parco dell’oratorio come il piccolo Tommaso nel cortile della scuola e come Sofia nel campetto da calcio. Tre bimbi strappati alla vita da terribili fatalità mentre giocavano spensierati in luoghi che dovevano essere di gioia e che invece si sono trasformati in luoghi di morte.
Tre tragedie accadute in meno di un anno, in una provincia, quella aquilana, che ancora non riesce a darsi una vera spiegazione razionale e oggettiva a nemmeno uno di questi tre incidenti che hanno colpito e devastato intere comunità.
Della morte di Tommaso D’Agostino, che aveva soltanto quattro anni, in realtà, la città dell’Aquila ancora non si è ripresa del tutto. Del resto sono passati solo pochi mesi da quel tragico 18 maggio, quando una macchina impazzita si è sfrenata e, complice la strada in discesa in cui era parcheggiata, è finita nel cortile dell’asilo di Pile che si trovava in fondo, travolgendo sei bimbi che stavano giocando in attesa dell’arrivo dei genitori, prima di riuscire ad arrestare la sua folle corsa.
Tommaso, a differenza dei suoi compagni colpiti come lui, non ce l’ha fatta. Il suo ultimo saluto ha riempito la basilica di Collemaggio, in un grande momento di raccoglimento della comunità aquilana sotto choc per la tragedia e di abbraccio collettivo ai suoi genitori e alla sua famiglia.
I suoi amici proprio in questi giorni stanno tornando a scuola per il nuovo anno, tentando di lasciarsi alle spalle il trauma vissuto. Ma non lo faranno nell’asilo “Primo maggio”, che per ora resta chiuso e che poi un giorno sarà intitolato proprio al piccolo Tommaso, come ha deciso il Comune poche settimane fa. Lì, dove ha perso la vita, sarà impresso per sempre il suo ricordo.
Non si sono ancora riprese anche le comunità di Rocca di Botte e di Acilia, che condividono la tragedia accaduta il 19 ottobre scorso.
Sofia Piccioli, di soli cinque anni, stava giocando con il suo cane, rincorrendosi con lui in un campetto da calcio dismesso alla periferia del paese abruzzese, quando una struttura in ferro della porta le è crollata addosso, colpendola fatalmente alla testa.
Sofia viveva frazione di Roma con i suoi genitori, era in vacanza per qualche giorno nella Marsica nella casa dei nonni materni. Un corteo di bambini con palloncini bianchi in mano e di genitori con fiaccole accese, dal vecchio campo sportivo fino alla camera ardente, è stato il messaggio spontaneo di affetto che la comunità di Rocca di Botte ha mandato ai genitori di Sofia subito dopo l’incidente.
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