Dal banco alla cattedra diventa prof a 19 anni

Francesco insegna Ottica: «Gli alunni? Mi danno del lei»
PESCARA. Ha 19 anni e frequenta l'istituto professionale Di Marzio-Michetti. Ma non è uno studente: è un professore. Francesco Petroro, ortonese, classe 1996, in soli tre mesi è passato dai banchi di scuola dell'Ipia Marconi di Ortona, alla cattedra del professionale di via Arapietra.
Insegna ottica a una scolaresca di quasi coetanei composta da oltre 50 alunni delle prime, seconde e terze classi. Un sogno che si avvera, dopo pochi anni di studio e contemporaneamente tanto lavoro sul campo all'emporio ottica Scioli di Lanciano, dove ha svolto la sua gavetta e dove «mi hanno insegnato il mestiere».
«Avrei voluto fare il liceo scientifico», racconta il prof Pretoro premiato nei giorni scorsi dal sindaco di Ortona come uno dei migliori studenti del Marconi, «ma un docente alle medie mi disse che non avevo abbastanza talento per certi studi e che era meglio che andassi a zappare la terra. Queste parole hanno scatenato in me la voglia di rivincita e di realizzarmi in un lavoro che mi piacesse davvero».
Così si iscrive al Marconi di Ortona e sceglie, senza troppa convinzione, l'indirizzo di ottica. Strada facendo, invece, si «appassiona ai corsi di anatomia oculare» e scoppia la scintilla. Al terzo anno incontra sul suo cammino tre giovanissime insegnanti, Serena De Pergola, 23 anni, contattologa; Cristina Celani, optometrista; Emanuela Giambuzzi e la mia "seconda mamma" Romina Marchesani, che comprendono il suo temperamento e «mi spingono verso l'insegnamento». Dopo il diploma, giugno 2015, cominciano le riflessioni in famiglia su probabili sbocchi di studio o professionali con papà Marco Petroro, carabiniere di stanza ad Atessa e mamma Maria Vinciguerra, di Lanciano, impiegata in una impresa di pulizia. Quindi, la decisione.
Il 4 settembre scorso, Francesco affronta i test per l'ammissione all'università di Chieti per iscriversi al corso di ottica, «ma non sono riuscito a superarli anche per mancanza di posti disponibili. Oggi, col senno di poi, dico, per fortuna che non ce l'ho fatta, altrimenti avrei perso la splendida opportunità che la vita mi sta offrendo. E comunque per questo tipo di indirizzo professionale, non occorre avere una laurea, basta il diploma». Arriva, dunque, il gesto della svolta.
«Al Marconi avevo saputo che alla Di Marzio-Michetti cercavano docenti per il corso di ottica inaugurato tre anni fa», spiega il giovane professore con la passione per i balli latino americani e un passato da pugile, «invio subito la domanda, speravo in una risposta, ma mai avrei creduto che potesse arrivare. Invece, il 29 settembre intorno alle ore 15, non lo dimenticherò mai, mi chiama la signora Bianca dell'amministrazione scolastica e mi chiede se sono ancora interessato al posto di insegnante. Ero talmente emozionato che non riuscivo più a parlare e ho visto mia madre sbiancare dalla gioia».
Comincia la scuola, Francesco si trasferisce a Pescara, dove vive attualmente. Come è stato il primo giorno di lezione? «Non è stato facile, sono passato in pochi mesi dai banchi alla cattedra, un vero choc. Inizialmente i miei alunni tendevano ad accostarsi a me con la confidenza che si usa con un coetaneo. Piano piano si stanno abituando ad avere un comportamento adeguato. Io mi faccio dare del lei quando sono in classe, per rispetto del mio ruolo».
«Però, poi», aggiunge Francesco, «fuori della scuola non dimentico di essere un ragazzo della loro età. La preside Daniela Massarotto mi ha accolto con molto affetto e lo stesso i colleghi, che mi ritengono severo. Con quelli che non mi conoscono ancora, accadono simpatiche scene da film. Mi scambiano per uno studente e mi intimano di tornare in classe se mi vedono fuori in corridoio. Mi sono pure fatto crescere il pizzetto per sembrare più adulto, ma non funziona». La madre lo appella prof e neppure ora che vive da solo, dimentica l'educazione militare che gli ha impartito il padre: «Sveglia all'alba e letto da rifare».
La fidanzatina Angela Turchino, 18 anni, studentessa al liceo scientifico di Lanciano, «mi dice che non mi devo montare la testa. Io spero di rimanere in questa scuola e di poter continuare il mio percorso professionale perché mi sento realizzato nel mio ruolo di docente. Se così non sarà, comunque ho vissuto una esperienza fantastica. Tra i miei sogni futuri, una specializzazione in oculistica, ma in ambito sanitario».
Intanto, due giorni fa, Francesco ha ricevuto dalle mani del sindaco di Ortona Vincenzo D'Ottavio, in occasione delle celebrazioni per la liberazione della città, un attestato di merito «dell'istituto professionale Guglielmo Marconi, indirizzo ottico 100 centesimi, come riconoscimento per l'impegno dimostrato negli studi e l'augurio a nome dell'intera cittadinanza di raggiungere i più alti obiettivi professionali».
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