Dall’Ucraina all’Abruzzo in 2.109

21 Marzo 2022

La Protezione civile dà i numeri degli arrivi: Pescara e L’Aquila in cima alla lista

PESCARA. In Abruzzo sono già arrivati 2.109 ucraini in fuga. Un numero importante, perché rappresenta un quarto del totale dei diecimila che la Regione si attende nel più complesso degli scenari previsti.
Al momento è la provincia di Pescara quella che ne sta ospitando di più. A dirlo è il bollettino della Protezione civile abruzzese di sabato sera, secondo cui nel Pescarese sono stati identificati 1.038 rifugiati. Di questi, 552 si trovano negli alberghi già attivati per l’accoglienza. Si tratta delle prime strutture ricettive utilizzate in regione per l’emergenza Ucraina: sono servite anche a compensare l’assenza di posti liberi nei centri di accoglienza Cas della provincia. Altri 486 profughi giunti nel Pescarese sono invece ospiti a casa di amici o parenti, oppure in altre strutture messe a disposizione dai Comuni.
Gli ucraini ospitati nell’Aquilano sono invece 579: di questi, 15 si trovano nei centri di accoglienza Cas e 564 in case private o strutture comunali che rientrano nella categoria delle strutture definite “extra Cas”.
Nel Chietino sono invece ospitati 337 ucraini in fuga: 20 nei centri Cas, 317 in alloggi extra Cas. Nel Teramano sono 155 quelli già identificati: 34 sono in centri Cas, 121 in alloggi extra Cas.
Dei 2.109 profughi che sono stati identificati negli hub abruzzesi, hanno già effettuato il tampone anti-Covid in 1.532. Fino al 31 marzo, infatti, hanno l’obbligo di eseguire il test entro 48 ore dall’arrivo. Pochi, ad ogni modo, sono quelli risultati positivi: solo 44.
È invece in crescita il numero degli ucraini che ha deciso di ricevere il vaccino anti-Covid in Abruzzo. Fino a sabato sera erano già in 168, nonostante le autorità sanitarie non abbiano nascosto le difficoltà legate alla necessità di dover ricostruire le vaccinazioni che gli ucraini hanno ricevuto nel loro Paese prima dello scoppio della guerra. Sulla campagna di vaccinazione manca però il dato relativo al Teramano, in cui ufficialmente non risultano ucraini che hanno voluto ricevere il siero. (l.t.)