Daniele e Gianluca, incubo finito «Grazie a tutti per il sostegno»

2 Febbraio 2023

Ieri mattina l’arrivo a Fiumicino dei 4 writer, poi il trasferimento a casa per i due giovani abruzzesi   Tortoreto, il padre di Cudini: «Mio figlio sa di aver sbagliato». Il sindaco Piccioni: «La paura è passata»

I sorrisi e le montagne abruzzesi sullo sfondo a raccontare la fine di un incubo. Perché oggi come quattro mesi fa è ancora una foto a fare la cronaca: dalla prima con quattro ragazzi inginocchiati in un commissariato indiano (in alto) passando per quella con i pollici all’insù dopo la liberazione ad Ahmedabad, fino all’ultimo scatto nel piazzale di un autogrill sull’A24 ormai arrivati in Abruzzo. Il 21enne di Spoltore, Daniele Starinieri, e il 24enne di Tortoreto, Gianluca Cudini, ieri sono rientrati in Italia insieme con i due amici marchigiani Baldo Sacha, 29enne di Monte San Vito, in provincia di Ancona, e Paolo Capecci, 27enne di Grottammare, nell’Ascolano. A ottobre sono stati fermati in India con l’accusa di aver imbrattato con dei graffiti i treni della metropolitana e per quei fatti sono a processo con le prime udienze in programma a febbraio e aprile. Una sola dichiarazione da parte dei due abruzzesi: «Ringraziamo tutti per la partecipazione alla nostra vicenda».
Con loro l’avvocato Vito Morena che, con la collega Francesca Di Matteo, ha seguito fin dall’inizio tutto il caso mantenendo costantemente i rapporti con funzionari del consolato italiano in India. «Siamo contenti per i ragazzi e le rispettive famiglie», dice, «siamo soddisfatti a livello professionale per l’esito delle istanze, soprattutto dall’Alta Corte del Gujarat che ha aderito alle motivazioni delle istanze dei difensori. C’è stata una ottima cooperazione tra difensori italiani, consolato e difensore sul posto. Una delle difficoltà principali è stata quella di superare una errata interpretazione dei fatti, laddove si liquida questo genere di reati come ragazzate. In realtà in India, nello Stato del Gujarat, gli episodi sono stati presi molto sul serio in virtù di un recente passato in cui ci sono stati attentati terroristici nelle stazioni dei treni».
LE REAZIONI IN ABRUZZO
«Gianluca sta bene ed è davvero contento di essere tornato in Italia», dice il padre Carino Cudini, che ieri mattina lo aspettava nella sua casa a Tortoreto lido insieme alla madre, Italia Mereu, «è consapevole come gli altri suoi amici di aver sbagliato. Ha riconosciuto comunque l’errore, e non vede l’ora di riabbracciarci. Sono stati dieci giorni in stato di fermo, poi un mese in un hotel vicino all’ambasciata ma era molto costoso, e così sono riusciti a trovare un appartamento per pagare di meno. Sono dovuti restare in India fino a pochi giorni fa perché mancava il visto dell’antiterrorismo, ma erano comunque liberi di girare per il Paese». Gianluca Cudini comunque, come conferma il padre, starà qualche giorno a Tortoreto con la sua famiglia per poi ripartire per Londra, dove lavora da circa due anni. «Gianluca viaggia da anni ormai», continua il padre Carino, «e risiede a Londra, dove lavora in un supermercato Tesco, vicino al Burgess Park, una delle più vaste aree verdi di Londra. Fa lo scaffalista e lavora di notte. Certo, ora deve recuperare questi quattro mesi e gli toccherà lavorare di più rispetto ai classici tre giorni a settimana. È un ragazzo pieno di vita e starà già progettando altri viaggi con i suoi amici».
IL SINDACO DI TORTORETO
DOMENICO PICCIONI
Piccioni è stato sempre in contatto in questi quattro lunghi mesi con i familiari di Gianluca Cudini. «A nome mio e di tutta l’amministrazione comunale», precisa il primo cittadino di Tortoreto, «siamo vicini alla famiglia e siamo contenti del loro rientro in Italia. All’inizio sono stati giorni duri per i familiari perché non si sapeva cosa potesse succedere ai quattro ragazzi, ma ora la paura è passata e possono riabbracciare finalmente i loro figli».
A SPOLTORE
Nessuna parola, nessun commento, forse qualcosa dirà quando tutta questa storia sarà definitivamente conclusa Daniele Starinieri, il 21enne di Spoltore, che ieri dopo quattro mesi ha potuto finalmente riabbracciare la sua famiglia. Ad attenderlo, ieri all'aeroporto di Fiumicino c'era papà Uliano, con cui in queste settimane, anche in quelle più difficili, quando era in stato di fermo in un commissariato di polizia, ha avuto contatti continui. Pure papà Uliano preferisce in questo momento non commentare e aspettare che la vicenda si definisca a livello processuale, ma la felicità è tanta. Così come quella della mamma e della nonna, che invece hanno atteso il suo ritorno nella loro casa di Santa Teresa di Spoltore. «Daniele sta bene», dice l'anziana, affacciata al balcone, «ed è quello che conta». L'intenzione del ragazzo, stando agli amici, è quella di trascorrere qualche giorno con i familiari in paese, per riprendersi un po' e godersi gli affetti, e poi di ripartire subito per la Germania, in cui da un paio di anni si è trasferito e in cui lavora come corriere per una ditta di spedizioni.
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