«Danni all’agricoltura: non ancora risarcite oltre 15mila aziende»

23 Marzo 2024

Paolucci (Pd): «Promesse non mantenute dal centrodestra, la piattaforma on line per presentare le richieste è inattiva»

PESCARA. Entri nella piattaforma del ministero dell’Agricoltura. Inserisci partita Iva, codice fiscale e nome dell’azienda. Fai un clic ma la scritta che compare è: “Settore non trovato”. Provare per credere. Il settore vitivinicolo abruzzese ha subito perdite accertate di 210.379.600 euro, come si legge in una delibera della giunta regionale uscente. Ma fino ad oggi non è stato risarcito neppure un euro. «I viticoltori abruzzesi si sentono presi in giro», afferma Silvio Paolucci, capogruppo del Pd rieletto in Consiglio.
«Quattro giorni prima del voto del 10 marzo è arrivato il decreto che annunciava risorse per gli effetti causati dalla peronospora, ma dodici giorni dopo», sottolinea, «chi ha provato a fare la domanda non ci è riuscito, questo perché non c’è ancora la circolare ministeriale per attivare il procedimento e aprire la piattaforma telematica. Una presa in giro per il settore primario, che dopo i danni del maltempo, dopo il decreto che ha riconosciuto lo stato di calamità naturale e dopo l’annuncio dei prestiti Fira, continua a non avere risorse».
Secondo Paolucci sarebbe: «Un’inerzia prevista e prevedibile. Lo denunciamo da mesi, partendo dal fatto che il centrodestra non ha messo a disposizione fondi per supportare il comparto, cosa resa possibile, in bilancio, solo grazie a un nostro emendamento», incalza il Dem, «ma la lista di inadempienze è lunga. Ci sono le promesse elettorale del Governo che a fronte di decine di milioni di danni ha messo a disposizione solo 7 milioni e per tutta l’Italia e non ha nemmeno aumentato il fondo come il ministro Lollobrigida aveva dichiarato ai sindacati. C’è poi la beffa dei prestiti Fira: 5, 10 e 15.000 euro massimo le poste che si potevano chiedere. Ma le domande arrivate», sostiene Paolucci, «sono state 672, e quelle ammesse al finanziamento sono appena 231 di cui, per ora, nessuna è stata liquidata. E c’è lo stato di calamità, riconosciuto il 13 novembre con la delibera di giunta numero 757, ma che fino a oggi non ha prodotto nulla di positivo per oltre 15.000 imprenditori del settore vitivinicolo perché è stato decretato a fine gennaio e per essere applicato deve essere pubblicato sulla Gazzetta ufficiale. Cosa che non è ancora avvenuta».
Le imprese si sono ritrovate senza raccolti, con la produzione falcidiata, in alcuni casi anche per il 98%, senza sostegni e senza la possibilità degli sgravi contributivi e della sospensione dei mutui. «Né la Regione ha provveduto a trovare ulteriori coperture ai 12.5 milioni di euro che solo grazie al nostro emendamento», ribadisce il capogruppo del Pd, «sono stati messi in bilancio a dicembre: di quei fondi sono certi solo 5 milioni, ma sono inutilizzabili finché chi governa non verificherà le maggiori entrate fiscali che dovranno coprire il resto della somma, 7 milioni e mezzo»
Per l’esponente dell’opposizione «è un copione che si ripete. È stato così con i sostegni alle famiglie al tempo del Covid. Così pure con quelli alle imprese e alle fasce più esposte della comunità ai tempi del caro-energia. Chiedono il voto e una volta ottenuto il risultato diventano “vittime” della burocrazia e dei tempi che invece come classe dirigente sono chiamati a ridurre il più possibile». Ora la parola passa alla maggioranza riconfermata che tra le priorità del mandato bis ha previsto il capitolo agricoltura e danni da risarcire. Ma dovrà la nuova giunta ad approvare le indispensabili variazioni di bilancio. (l.c.)
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