Danni da fauna selvatica La proposta della Cia
L’AQUILA . Una proposta di riforma della legge 157 del 1992, che disciplina le norme sulla fauna selvatica. È la richiesta che gli agricoltori abruzzesi della Cia, presieduta da Mauro Di Zio, hanno...
L’AQUILA . Una proposta di riforma della legge 157 del 1992, che disciplina le norme sulla fauna selvatica. È la richiesta che gli agricoltori abruzzesi della Cia, presieduta da Mauro Di Zio, hanno presentato ieri al vice presidente della giunta regionale, con delega all’agricoltura, Emanuele Imprudente. La proposta è già stata presentata ai gruppi parlamentari di Camera e Senato, oltre che al presidente della commissione agricoltura della Camera, Filippo Gallinella. Un problema, quello della fauna selvatica, dicono gli agricoltori, che ormai è fuori controllo, « tra danni milionari ad agricoltura e ambiente, rischio malattie, incidenti stradali sempre più frequenti e minacce alla sicurezza dei cittadini anche nelle aree urbane». La proposta si articola su sette punti chiave e si propone di aggiornare una legislazione che la Cia ritiene «obsoleta e del tutto carente sia sul piano economico che su quello ambientale».Gli agricoltori chiedono di sostituire il concetto di “protezione” con quello di “gestione”, stante il fatto che, se nel 1992 poteva essere prioritario l’obiettivo di conservare la fauna a rischio estinzione, «oggi siamo in presenza di specie in sovrannumero o addirittura infestanti come nel caso dei cinghiali». Poi c’è da ricostituire il Comitato tecnico faunistico venatorio, e garantire al mondo agricolo la possibilità di tutelare le proprie attività. Un processo, che non può prescindere «dal rafforzare l’autotutela degli agricoltori autorizzandoli ad agire sui propri terreni per mettere in atto, con metodi ecologici, interventi preventivi o anche mediante abbattimento qualora in possesso di abilitazione all’esercizio venatorio». Altro punto, non meno importante dei precedenti, quello di prevedere il risarcimento totale del danno subito, superando la logica del “de minimis”.

