Danni per milioni nell’entroterra

Valle Castellana e Isola i comuni più colpiti, nel capoluogo dichiarato inagibile il santuario della Madonna delle Grazie
TERAMO. Premessa fondamentale: ciò che il terremoto ha causato nel Teramano è lontano anni luce dai disastri del Reatino e dell’Ascolano. Però nella parte d’Abruzzo più vicina all’epicentro i danni sono stati diffusi e alla fine il bilancio sarà di milioni di euro: altro grave colpo per un entroterra già provato da recenti eventi calamitosi e da uno spopolamento che appare irreversibile.
TERAMO. Tanta paura ma danni non gravi in città. I più significativi, vista l’importanza del luogo, nel santuario della Madonna delle Grazie: il terremoto ha rovinato la cupola della navata centrale, provocando la caduta di intonaco e pezzi degli affreschi. Crepe sono state rinvenute anche sulle pareti laterali. Immediati ieri mattina i riscontri dei vigili del fuoco. La basilica è stata chiusa al pubblico e sul posto sono intervenuti il prefetto Graziella Patrizi e l'architetto della Sovrintendenza Cesira D'Innocenzo per verificare personalmente la gravità della situazione. L'architetto ha comunicato al prefetto la necessità di rendere il santuario inagibile per organizzarne il recupero. Lesioni sono state riscontrate nell'edificio comunale che affaccia su piazza Martiri, mentre calcinacci si sono staccati dal soffitto della sala San Carlo che è stata chiusa a scopo precauzionale. L'amministrazione ha anche attivato una linea telefonica, al numero 0861 324646, per le segnalazioni di danni a edifici privati. "Hanno chiamato molti cittadini allarmati per la presenza di crepe nelle abitazioni", spiega il sindaco Maurizio Brucchi. Dal retro della chiesa di Sant'Agostino è caduto un pezzo di cornicione. Nel pomeriggio di ieri è stata disposta la chiusura di via Giovanna d'Arco, che costeggia il castello, per la presenza di cornicioni pericolanti. Il Comune ha anche messo in campo tre squadre che controlleranno lo stato di asili nido e scuole elementari le cui riaperture sono prossime.
VALLE CASTELLANA. Bilancio pesante nel comune di Valle Castellana dove ci sono parecchi edifici pericolanti e famiglie sfollate. Il sindaco Vincenzo Esposito ha reso noto che nella frazione di Morrice si sono verificati due crolli: uno ha riguardato un edificio di proprietà comunale in ristrutturazione e un altro un'abitazione privata. L'abitazione di fronte al secondo edificio crollato è stata sgomberata e l'uomo che vi abita è sfollato. L'uomo dichiara di essere vivo per miracolo. Sfollate sono rimaste anche altre tre famiglie dopo che i vigili del fuoco hanno dichiarato l'inagibilità delle rispettive abitazioni, una nella frazione di Pietralta, una a Casanova e l'altra a Vallenquina. Crolli e danni strutturali importanti hanno riguardato anche le chiese. E' crollata la chiesa di Ceraso che era già pesantemente danneggiata dal sisma del 2009, mentre sono rimaste fortemente lesionate le chiese di Morrice e Pascellata. E' pericolante invece il campanile della chiesa di Pietralta.
ISOLA. Isola del Gran Sasso è stato l’altro comune più colpito del Teramano. Nella frazione di Collalto il campanile della chiesa madre è crollato riversando le due campane a terra e con il rigonfiamento di un’intera parete. C’è stato un aggravamento strutturale per la chiesa di San Giovanni ad Insulam inagibile dal 2009, la sede dei vigili urbani è stata evacuata per il crollo del controsoffitto e la scuola media del paese ha riportato una serie di lesioni interne, non strutturali, ma da non sottovalutare. Numerose segnalazioni per le abitazioni private. «Abbiamo ordinato lo sgombero di due famiglie», ha dichiarato Massimo Di Giancamillo, assessore alla protezione civile del Comune .
MONTORIO. Tanti gli edifici lesionati, per lo più abitazioni private sia nel centro storico, dove sono crollati un cornicione che ha reso necessaria la chiusura di via Urbani e un balcone lungo via del Forte, che nella già colpita frazione di Faiano dove è sceso giù il tetto di un'abitazione inagibile dal terremoto del 2009. E poi ancora danni a Case Vernesi , Altavilla e Collevecchio. Nella conta dei danni, fa sapere il primo cittadino Gianni Di Centa, non mancano edifici pubblici a partire dal palazzo municipale dove è lesionata la torre, passando per le chiese della Madonna della Sgrima e di Schiaviano, entrambe inagibili. Per il momento non ci sono problemi per le scuole. Ben 87 le segnalazioni giunte al centro operativo comunale.
VALLE SICILIANA. A Castel Castagna l’abbazia di Santa Maria di Ronzano ha subito uno spostamento del campanile con delimitazione dell’area e la chiesa di San Pietro Martire delle lesioni importanti. Chiusa via Circonvallazione per la presenza di edifici pericolanti. A Colledara due scuole del capoluogo e della frazione di Ornano, già riparate dopo il sisma del 2009, hanno nuovamente subito danni gravi. A Tossicia si sono registrate delle lesioni lievi al palazzo Marchesale e c'è stata la chiusura di due vie dove ci sono edifici pericolanti. A Castelli c’è stato un aggravamento della sede storica del museo chiuso per inagibilità e di alcune case già lesionate. A Crognaleto è costantemente monitorata una collina con pericolo di caduta massi.
CAMPLI. A Campli il sindaco Pietro Quaresimale segnala il crollo parziale della chiesa, già inagibile, poco fuori Roiano e lesioni ad alcuni edifici in disuso a Collicelli e Fichieri e l'aggravamento dei danni delle chiese di San Francesco e San Paolo a Campli già lesionate dal precedente terremoto. È a disposizione dei cittadini un container della Protezione Civile in località La Trave.
VAL VIBRATA. A Civitella del Tronto e Sant’Egidio alla Vibrata i danni maggiori. Il sindaco di Civitella, Cristina Di Pietro, ha interdetto l’accesso con ordinanza alla chiesetta di Villa Passo, lesionata. A Sant’Egidio il sindaco Rando Angelini ha ordinato lo sgombero del palazzo comunale dopo la caduta di un pezzo di cornicione e con ordinanza ha vietato l’accesso temporaneo alle scuole. A Torano Nuovo una via nei pressi del campanile è stata transennata per caduta calcinacci. (gdm-em-adf-mdt-cdl-adp)
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