Dati record per le polveri

21 Giugno 2024

Superati i limiti all’Aquila, Castel di Sangro e Teramo: è la causa della cappa di afa 

PESCARA. Una nube di sabbia giallastra proveniente dal deserto del Sahara ha investito l’Abruzzo interno facendo registrare picchi di polveri sottili e sottilissime (PM10 e PM 2.5). Il fenomeno ha impedito al calore di disperdersi formando una cappa che ha imprigionato la massa di aria calda nei bassi strati, accentuato la sensazione di afa.
La rete regionale di monitoraggio della qualità dell’aria, gestita da Arta Abruzzo, ha registrato negli ultimi giorni l’incursione di “particolato atmosferico” caratterizzato da particelle con un diametro di 10 e 2,5 micrometri (cioè un millesimo di millimetro). In particolare, le concentrazione sono state rilevate in provincia dell’Aquila e nel comune di Teramo: nel primo caso la centralina che ha registrato innalzamenti ben oltre i limiti di legge è stata quella di via Amiternum, nell’immediata periferia della città. Stesso fenomeno è stato osservato nella centralina di Castel di Sangro e nelle due stazioni fisse che si trovano a Teramo, in località Gammarana e a Porta Reale.
L’incursione di particelle di sabbia provenienti dal Sahara era stata prevista dal Copernicus Atmosphere Monitoring Service), il programma dell'Unione Europea dedicato al monitoraggio e alla previsione della qualità dell'aria. Tant’è che l’incursione nei cieli dell’Abruzzo è stata visionata in anticipo dai tecnici Arta proprio utilizzando le tecniche di telerilevamento satellitare e sistemi informativi geografici messi a disposizione da Copernicus.
Queste polveri fini possono essere sollevate fino a 10mila metri di altitudine e trasportate per migliaia di chilometri, contribuendo alle concentrazioni di PM2.5 e PM10 già presenti nell'atmosfera. Il fenomeno ha conseguenze significative per la salute pubblica.
«Le osservazioni che abbiamo ottenuto, anche grazie all’utilizzo da parte dei nostri tecnici dei servizi offerti da Copernicus», dichiara il direttore generale di Arta Abruzzo, Maurizio Dionisio, «rendono evidente che stiamo assistendo, negli anni, ad un aumento significativo di questi fenomeni, sia in termini di intensità che di frequenza. È un dato di fatto che ci induce ad intensificare ulteriormente il monitoraggio della nostra atmosfera per comprendere come la qualità dell’aria in Abruzzo possa peggiorare in relazione a episodi di questo tipo».
Le previsioni meteorologiche indicano però che il fenomeno dovrebbe attenuarsi nei prossimi giorni, grazie a un cambio nelle condizioni atmosferiche che favorirà la dispersione delle polveri sottili. È bene precisare che l’inquinamento atmosferico da polveri desertiche è considerato un evento naturale e che gli sforamenti causati da questo genere di fonti non devono essere conteggiati ai fini del computo dei 35 superamenti annui del limite di media giornaliera previsto per il PM10. Tuttavia, si raccomanda di seguire eventuali indicazioni delle autorità sanitarie e di monitorare i bollettini della qualità dell'aria forniti da Arta Abruzzo sul proprio sito www.artaabruzzo.it per rimanere informati sull'evoluzione della situazione. (l.c.)