Dati turismo, albergatori furiosi: non basta un evento

26 Novembre 2019

Gli operatori contro il consigliere Tocco: la stagione non si salva con un giorno E sull’impennata di presenze con il Jova beach party: per noi nessun incremento

MONTESILVANO. «Sostenere che il Jova beach party abbia salvato la stagione turistica montesilvanese è esagerato e fuorviante». È questo il parere di molti albergatori della città adriatica alla luce dei dati, e del relativo commento, forniti ieri dal consigliere Adriano Tocco in merito all’impennata delle presenze registrata a settembre a Montesilvano, rispetto ai precedenti mesi estivi.
Un aumento di prenotazioni che, a detta dell’amministrazione comunale, sarebbe da attribuire al concerto di Jovanotti del 7 settembre. «Questa lettura appare affrettata e poco approfondita», commenta Daniela Renisi, presidente dell’associazione Alberghiamo. «Una stagione non si può salvare con un giorno, e tutto quello che abbiamo ottenuto è stato solo frutto della promozione fatta con le risorse degli operatori. A questo si deve aggiungere che settembre è un mese che le famiglie scelgono perché costa meno rispetto a luglio e agosto. Quindi non possiamo fare i salti di gioia». Quanto all’evento, Renisi evidenzia che «indubbiamente è servito a donare a Montesilvano una grande visibilità, ma un evento da solo non può sostituire una politica turistica adeguata che ad oggi, purtroppo, ancora manca».
Un punto di vista condiviso anche da Stefania Tontodonati, titolare dell’hotel Prestige, a due passi dal luogo dell’evento. «I professionisti del settore non possono che essere sorpresi da questa interpretazione dei dati», commenta. «Le persone ci scelgono perché è una meta che costa poco e perché vogliono una vacanza tranquilla. Tanto è vero che noi, che eravamo in piena zona rossa, abbiamo avuto cancellazioni, lamentele e partenze anticipate. Ma non ci lamentiamo, perché abbiamo deciso di collaborare con l’amministrazione nel bene e nel male. Ma dire che il Jova beach party ci ha salvato, proprio no, perché abbiamo colto la palla al balzo di un evento che ci è piovuto addosso. Anche perché i grandi eventi vanno pensati per destagionalizzare il turismo». Anche a detta dell’albergatrice, Montesilvano manca di una programmazione turistica a lungo termine, contrariamente a quanto accade nelle regioni limitrofe che rischiano di «schiacciare il turismo di questa città dove, per fare un esempio», prosegue, «la consulta esiste sulla carta da almeno dieci anni, ma si sarà riunita al massimo due volte». A non aver registrato grandi benefici in occasione del concerto di Lorenzo Cherubini anche Bruno Bischi dell’hotel Le Nazioni, sempre in zona rossa. «Il Jova beach party è un evento che ha fatto bene a tutti in termini di immagine», commenta, «per questo non posso che ringraziare l'amministrazione comunale per la grande determinazione e il grande coraggio, ma noi viviamo sulle presenze di poco più di tre mesi, non di un giorno solo. Inoltre questo è stato un evento in cui la maggior parte dei partecipanti è tornata a casa propria e non ha dormito in hotel. Io ho avuto un incremento di presenze rispetto al 2018 di sole 6 unità. E poi è un appuntamento una tantum, non come l'Ironman, un evento annuale che portava presenze ogni anno per diversi giorni».
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