De Antoniis: riparte il bistrot a Teramo

TERAMO. Due ristoranti, due diverse valutazioni. Alessandro De Antoniis, titolare e chef di Cipria Bistrot di mare a Teramo e di Cipria di mare a Martinsicuro si trova ad aver a che fare con due...
TERAMO. Due ristoranti, due diverse valutazioni. Alessandro De Antoniis, titolare e chef di Cipria Bistrot di mare a Teramo e di Cipria di mare a Martinsicuro si trova ad aver a che fare con due situazioni molto diverse. Tanto che giovedì riaprirà il bistrot a Teramo, ma l’elegante ristorante sul mare rimarrà chiuso.
«Il protocollo di sicurezza in sè non credo creerà problemi, si tratta di misure attuabili, anche perchè a Teramo ho la fortuna di avere un locale grande, in cui creare flussi di ingresso e in uscita», osserva lo chef, «mi preoccupa invece la situazione a Martinsicuro: bisogna capire che tipo di stagione turistica si potrebbe prospettare. A Martinsicuro, poi, abbiamo un ulteriore problema. Stiamo lottando non far riproporre l'isola pedonale. Noi ristoratori crediamo che questa estate sarà incentrata su vacanze “spot”, ci vuole raggiungibilità, se chiudiamo l’accesso al lungomare faremo allontanare i possibili turisti».
Le prospettive a Teramo invece sono più chiare. «L’obiettivo ora è rimettere in piedi, a regime il bistrot di Teramo, non lo posso abbandonare. Noto che a Teramo c’è un certo fermento: probabilmente nell'entroterra, dove abbiamo già subito shock dei terremoti, abbiamo più anticorpi per reagire. Vedo che ci sono persone in giro ma sono tutti più rispettosi delle regole di sicurezza, mentre sul mare c'è più incertezza», afferma il ristoratore.
De Antoniis non lo dice, ma trapela l’entusiamo, la voglia di fare e sperimentare nuove creazioni ideate durante la quarantena. «Ho un piatto nella testa: pasta, patate e pesce fatto in chiave tecnica, con un rimando alla cucina del passato e con prodotti del territorio per aiutare il territorio», si lascia sfuggire pensando al menu che proporrà ai clienti.
«Dovessi riaprire a Martinsicuro», osserva, «continuerò a identificarmi con quella che è la mia storia. Lo spazio c'è, anzi potrei mettere tavoli in più, ma la convivialità, l'ambiente confortevole si va a perdere con le nuove regole: un tipo di ristorazione più impegnativa come quella di Cipria di mare soffrirà particolarmente. Ormai siamo stati chiusi così a lungo, abbiamo perso le festività pasquali, le cerimonie di maggio, perchè riaprire a giugno senza turisti? Bisogna peraltro ricostruire una squadra in ritardo, visto che finora non ho impegnato nessuno, data l’incertezza. E con il personale bisogna fare un periodo di rodaggio». A Teramo invece è tutto pronto per la riapertura. Anche perchè il bistrot, che ha annessa una pescheria – come da tradizione ormai consolidata – finora ha fatto piatti da asporto che hanno avuto una grande richiesta. (a.f.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

