De Martinis: hanno sbagliato a dare il via libera alle passeggiate
Il sindaco contrario ad allentare le restrizioni: «Mi sono adeguato per armonizzarmi con altri comuni» Resi pubblici i messaggi della chat della Lega: «Disgustato dalle talpe, ma non c’è scontro politico»
MONTESILVANO. È stato un primo maggio decisamente diverso da quanto ipotizzato fino a qualche ora prima per i residenti di Montesilvano. Come accaduto per la vicina Pescara, infatti, gli abitanti della città adriatica, che si erano già abituati a dover fare i conti con lungomare, spiagge e strada parco blindate, hanno appreso nella tarda serata di giovedì che l’ordinanza comunale era stata revocata.
Ma non solo. Il presidente della Regione Marco Marsilio aveva già firmato un’ordinanza che apriva alla possibilità di correre e andare in bicicletta. E nonostante l’invito alla prudenza e a uscire solo se necessario da parte del sindaco Ottavio De Martinis, costretto ad allentare la linea dura degli ultimi due mesi per uniformarsi al resto della Regione, centinaia di persone hanno approfittato della calda giornata festiva per uscire di casa.
Nulla a che vedere con quanto registrato a Pescara, dal momento che i montesilvanesi nella maggior parte dei casi hanno rispettato distanze, indossando mascherine e passeggiando solo con il proprio nucleo familiare. Ma nel pomeriggio non sono mancate situazione più a rischio: gruppetti di adolescenti, bambini che giocavano insieme e genitori fermi con altre famiglie a chiacchierare, spesso troppo vicini.
Un caos, quello delle ordinanze che si sono alternate e delle diverse forme di comunicazione adottate dalla Regione e dal vicino Comune di Pescara, che hanno mandato su tutte le furie il sindaco De Martinis che già venerdì, sulla sua pagina Facebook, confessava di essere «profondamente arrabbiato», ufficialmente con quanti non avevano rispettato le ordinanze e i decreti.
Stando a una serie di messaggi inviati il primo maggio dal primo cittadino nella chat di gruppo della Lega Abruzzo, e resi pubblici ieri sul web, tuttavia, De Martinis era contrariato anche dalle scelte prese a livello regionale.
Sindaco, che cosa l’ha fatta arrabbiare di più?
«Sicuramente le tempistiche, dal momento che sarebbe stato più opportuno secondo me attendere il 4 maggio e uniformarsi all’intero territorio nazionale. C’è stato poi un grave errore di comunicazione da parte di chi ha dato l’ok alle passeggiate sulla spiaggia, quando l’ordinanza in realtà non lo prevedeva. Proprio, per questo io giovedì sera ho scritto un messaggio sul mio profilo per ribadire i divieti e fortunatamente in molti mi hanno ascoltato».
A Montesilvano la situazione è andata meglio rispetto a Pescara?
«Sicuramente il mio appello serale, nato per “mettere una pezza” agli errori degli altri, ha funzionato e tante persone hanno preferito rimanere a casa. Non dico che in giro non c’erano persone, ma se Pescara è stata New York, Montesilvano Steubenville, la città del nostro Dean Martin».
Come commenta il suo sfogo del primo maggio nella chat della Lega Abruzzo?
«Ho semplicemente detto quello che penso, cioè che l’errore nella tempistica e nella comunicazione era ricaduta anche sul nostro territorio e di questo ero arrabbiato. Non rinnego quanto detto, anche se sono disgustato dal fatto che ci siano delle talpe che mettano in giro delle conversazioni politiche private. Io mi stato solo confrontando con il mio partito, come è giusto che sia. Ma evidentemente ci sono persone coscienziose che operano per il bene dei propri territori e altri che hanno interessi diversi. Anche se onestamente non capisco quali, dal momento che mettere in giro quei messaggi non credo abbia giovato a qualcuno».
Si è parlato di scontro politico e fratture nel centrodestra. È così?
«No, al contrario. Io non ero d’accordo nell’allentare le restrizioni ma mi sono adeguato, dopo essermi confrontato con il prefetto, proprio per armonizzare gli atteggiamenti tra Comuni limitrofi e per non arrivare allo scontro politico. Da oggi in poi, però, ragionerò in autonomia perché la mia città non può pagare gli errori degli altri, soprattutto in una situazione così complessa.
Oggi è l’ultima domenica della fase 1, che appello si sente di rivolgere alla città?
«L’invito è sempre quello alla prudenza e al buon senso che in molti hanno rispettato. Sono consapevole che una ripartenza sia fondamentale, ma bisogna essere cauti per non rendere vani gli sforzi fatti finora».
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