De Santis voleva portare il figlio all’asilo

Il 44enne molisano si era preso la giornata di ieri libera per accompagnare in classe il bimbo di 4 anni
PALATA (Campobasso). «Il terribile incidente alla Sabino Esplodenti ci lascia attoniti. Tre operai morti, tre famiglie distrutte». Così il sindaco di Palata, Maria Di Lena sulla tragedia nello stabilimento di Casalbordino dove tre operai sono morti nella giornata di ieri tra cui Gianluca De Santis, 44 anni, originario del paese. Il primo cittadino ha dichiarato il lutto cittadino. «Nella certezza di interpretare lo sgomento dell’intera comunità, desideriamo esprimere sentimenti di vicinanza e di cordoglio per l’inaccettabile tragedia che ha colpito la famiglia del nostro caro Gianluca», prosegue la Di Lena, «l’amministrazione annuncia la proclamazione del lutto cittadino nel giorno dei funerali».
Si era preso un giorno di riposo e ieri avrebbe dovuto accompagnare il figlio di 4 anni all’asilo per la prima campanella dell’anno scolastico. È distrutta dal dolore la famiglia di De Santis: la moglie Debora, il fratello Gabriele, la sorella Amalia, i due bimbi piccoli, i parenti e i tanti amici. L’intera comunità è sotto choc. De Santis lavorava da almeno un decennio nella Esplodenti Sabino mentre il fratello maggiore Gabriele, dipendente anch’egli della stessa ditta, aveva iniziato alcuni anni prima. Quest’ultimo, mercoledì, al momento del dramma si trovava in trasferta al Nord in un altro impianto. Il vicesindaco Vincenzo Pasciullo, subito dopo il dramma, lo ha contattato per capire l’accaduto. «Erano le 13.15 circa quando gli ho fatto la prima telefonata», racconta Pasciullo, amico di entrambi i fratelli. «Mi sono preoccupato. Mi ha risposto subito Gabriele ed era in trasferta e non sapeva molto di quanto accaduto. L’ho richiamato poco prima delle 14, e mi ha riferito di essere stato richiamato a Casalbordino e che non sapeva ancora molto dell’accaduto». Pasciullo insieme ai consiglieri comunali Massimo Genova, Antonio Gallina e Luigi Berchicci ricordano Gianluca De Santis come «una persona solare, un bravissimo ragazzo, appassionato di sport, giocava a calcio. Era molto legato alla famiglia. Era sempre indaffarato a fare qualcosa quando era a casa. Un grande lavoratore. Ricordiamo il suo sorriso contagioso. Ci ha sempre consigliato di puntare sullo sport».
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