De Siervo lascia la guida della procura

7 Luglio 2016

Importante incarico romano per il magistrato. A Cristina Tedeschini la reggenza dell’ufficio

Dopo quattro anni (arrivò nel luglio del 2012 per sostituire Nicola Trifuoggi) Federico De Siervo lascia la guida della procura di Pescara: il magistrato napoletano, 66 anni, è stato scelto dal Consiglio Superiore per un importante incarico presso la Corte d’Appello di Roma, con il ruolo di avvocato generale presso la procura generale. Il suo sostituto verrà scelto dallo stesso Consiglio Superiore prevedibilmente entro fine anno, dopo che saranno stati aperti i termini per presentare le candidature.

Nel frattempo l’ufficio sarà retto dal procuratore aggiunto Cristina Tedeschini, che già aveva guidato la procura durante un’assenza del capo dovuta a motivi di salute.

Il lavoro di De Siervo in questi quattro anni è stato improntato a un profilo decisamente basso dal punto di vista mediatico: fin dall’inizio il magistrato aveva chiarito che doveva essere il lavoro della Procura a risultare come un gioco di squadra, più che quello dei singoli procuratori, proprio per evitare un eccesso di esposizioni e di personalismi. «Lascio un ufficio in buone condizioni e in buone mani«, si è limitato a dire ieri De Siervo, «Pescara è una città con una buona qualità della vita e noi abbiamo fatto del nostro meglio per garantirne la sicurezza».

Ora si apre dunque una fase di importanti nomine in diverse Procure abruzzesi: oltre a Pescara (De Siervo ha lasciato già ieri), è tuttora vacante il ruolo di capo della procura sia a Chieti che a Lanciano. Nel capoluogo teatino è in corso la procedura per la sostituzione di Pietro Mennini, promosso procuratore generale presso la Corte d’Appello dell’Aquila: al momento sono in lizza ben ventinove magistrati e la scelta del vincitore dovrebbe avvenire tra ottobre e novembre. A Lanciano si tratta invece di sostituire Francesco Menditto, destinato alla Procura di Tivoli dopo cinque anni nel capoluogo frentano.

Ma i tempi ipotizzati per queste nomine dovranno fare i conti con il superlavoro che attende il Consiglio Superiore della Magistratura: già ad aprile il vice presidente Giovanni Legnini aveva rivendicato il merito di avere effettuato oltre 300 nomine, chiarendo che altre centinaia di decisioni erano in attesa (tra cui una Procura importante come quella di Milano, poi coperta). Nomine nelle quali, per la prima volta, si è fatta decisamente importante la presenza femminile.