Debiti delle Asl, la giunta recupera i primi 10 milioni

17 Maggio 2024

Ma per la Regione è una corsa contro il tempo: mancano all’appello 110 milioni Entro il 27 maggio la manovra dev’essere approvata per presentarla a Roma

L’AQUILA. La giunta regionale andata inscena mercoledì e non pubblicizzata dalla Regione è stata solo un antipasto. Quella fissata all’Aquila per le 12 di oggi, invece, servirà per approvare la più pesante delle delibere regionali: una manovra da oltre 100 milioni di euro per ripianare i debiti delle quattro Asl abruzzesi e presentarsi il 27 maggio al Tavolo di Monitoraggio romano con i conti a posto. È una corsa contro il tempo che costringe l’esecutivo Marsilio a procedere alla velocità della luce su un terreno in salita. Nella giunta di due giorni fa gli assessori hanno recuperato i primi 10 milioni di euro dai “maggiori trasferimenti all’Abruzzo per i ristori Covid”. Ma il debito globale, come ha rivelato l’assessore Nicoletta Verì durante la Commissione Sanità di martedì scorso, avrebbe raggiunto la quota di 128 milioni di euro, persino superiore ai 120 di cui fino a ieri si parlava.
All’appello quindi mancano ancora molti milioni ma esiste un piano di salvataggio per evitare la nomina di un commissario ad acta che riporterebbe la Regione indietro di 11 anni. Lavorando di concerto tra di loro, anche se il clima non è descritto come di perfetta sintonia, Sanità e Bilancio hanno approntato una cosiddetta delibera/C, ovvero un disegno di legge proposto dalla giunta che, alle 12 di oggi, salvo complicazioni dell’ultim’ora, sarà approvato dall’esecutivo per passare poi sul tavolo della Commissione Bilancio e, lo stesso giorno, essere votato in Consiglio regionale. I tempi sono scanditi da un metronomo. Per le 14,30 di martedì prossimo, infatti, è stata convocata la Conferenza dei Capigruppo per organizzare i lavori consiliari. L’ avviso è stato notificato alle 18 di ieri. E le indiscrezioni che girano sul progetto di legge parlano di una manovra non indolore. Basata su tagli consistenti ad altri capitoli di spesa spalmati nell’arco di tre anni: 20 milioni di euro, per il 2024, riferiti anche ai fondi a pioggia annunciati in campagna elettorale; e altre due tranche di 18 milioni nel 2025 e 17 nel 2026, per compensare 35 milioni di maggiore gettito fiscale che saranno messi nel calderone della manovra salva-sanità. Altri 7 milioni arriveranno da “pulizie” di residui passivi; e 17 milioni da premialità Adi (Assistenza domiciliare integrata). Ma non basteranno per far quadrare i conti. Ecco perché il governo di centrodestra vive ore concitate dando l’assist all’opposizione che mette il dito nella piaga della mobilità passiva: «Come avevamo ampiamente detto in campagna elettorale, nonostante i tentativi acrobatici e le smentite della destra al governo regionale, la mobilità passiva accertata dalla Corte dei conti si attesta sulla cifra monstre di 108 milioni di euro per il 2023, la più alta mai registrata negli ultimi dieci anni», afferma Daniele Marinelli, segretario del Pd, «il quinquennio targato Marsilio ci è costato oltre 465 milioni pagati ad altre Regioni per far curare gli abruzzesi che qui non riuscivano a trovare risposte adeguate ai loro problemi di salute». (l.c.)