Decessi per Covid: l’85% è no vax

22 Gennaio 2022

Lo svela uno studio del primario Albani. E la Regione snellisce il meccanismo per uscire prima dalla quarantena

PESCARA. L’85% dei morti di Covid, registrati in Abruzzo negli ultimi tre mesi, non era vaccinato, aveva fatto una sola dose oppure due dosi ma da più di cinque mesi. Soltanto il 15% dei decessi, invece, ha riguardato pazienti che avevano già fatto la terza dose, oppure la seconda da meno di cinque mesi. È il risultato dell’ultimo studio fatto dal referente regionale regionale per le Emergenze-Urgenze, Alberto Albani che certifica la grande efficacia del vaccino nel prevenire le forme letali di Covid. Il primario ha illustrato il suo approfondimento durante la riunione dell’Unità di Crisi di ieri mattina e a cui ha partecipato, tra gli altri, anche l’assessore regionale alla Salute, Nicoletta Verì. «Dall'analisi di questi dati», spiega Albani, «si evince, in modo evidentissimo ed inoppugnabile, che coloro che si sono sottoposti a ciclo vaccinale completo, con due dosi da meno di cinque mesi o con tre dosi, sono protetti dal rischio di morte in modo di gran lunga superiore ai non vaccinati o ai parzialmente vaccinati. L'auspicio è che questi dati siano uno stimolo per coloro che sono ancora scettici sui vaccini». Lo studio di Albani rivela che negli ultimi tre mesi in Abruzzo i decessi sono stati 171: 119 riguardano persone con 74 anni o più, 35 avevano tra 65 e 74 anni, 15 nella fascia di età 45-64 e due nella fascia 21-44. Nessun decesso tra chi ha meno di 20 anni. Del totale dei decessi, ben 78 casi, cioè il 46%, hanno riguardato persone non vaccinate (un’incidenza altissima se si considera che i cittadinisenza neppure una dose sono una quota minoritaria), quattro (2%) hanno riguardato persone con una sola dose, 62 (36%) hanno riguardato persone con due dosi da più di cinque mesi, undici (6%) hanno riguardato persone con due dosi da meno di cinque mesi e solo 16 (9%) sono i pazienti con tre dosi deceduti.
Le novità sulla
quarantena Ieri la Regione ha preso un provvedimento importante: una svolta burocratica per agevolare il rientro a scuola o al lavoro dopo la quarantena da Covid.
Ai cittadini che hanno avuto il virus in forma asintomatica, e a cui la Asl non ha emesso il certificato che pone fine all’isolamento entro 24 ore, basterà mostrare due certificati per tornare alla vita di tutti i giorni: il tampone che conferma la positività iniziale e il risultato negativo del test che determina la fine dell’isolamento.
Ovviamente il periodo di quarantena da rispettare varia da caso a caso: 7 giorni per gli asintomatici che abbiano fatto la seconda dose da meno di 4 mesi (oppure abbiano già fatto la terza) e 10 giorni in tutti gli altri casi. L’ordinanza del presidente Marco Marsilio si è resa necessaria per risolvere un problema segnalato a gran voce dai cittadini: il ritardo con cui le Asl stanno rilasciando i certificati di fine isolamento Covid, a causa dell’aumento esponenziale del numero dei nuovi positivi.
Si potrà utilizzare questo nuovo meccanismo, per uscire dalla quarantena, solo se, nelle 24 ore successive alla data di fine isolamento, non arriva la certificazione Asl.
In questo modo si potrà testimoniare la guarigione anche in caso di controllo delle forze dell’ordine. (d.b.)