«Decreto imprese, penalizzati bar e negozi»

19 Marzo 2020

Allarme di Taucci (Confesercenti): le misure a favore delle nostre piccole attività sono insufficienti

PESCARA. Un’emergenza che rischia di mettere in ginocchio il tessuto economico e sociale pescarese se non arriveranno correttivi a sostegno delle microimprese: secondo il direttore di Confesercenti, Gianni Taucci, bisogna rivedere qualcosa nel decreto “Cura Italia”. «Auspichiamo che ad aprile vengano fatte delle riflessioni in questo senso», spiega Taucci, «da una prima lettura del decreto infatti non sembrano esserci misure sufficienti a sostegno di piccoli imprenditori, come ce ne sono invece per i dipendenti. A soffrirne possono essere in particolare attività come bar e negozi, ma anche ad esempio gli agenti di commercio».
Su quest’ultima categoria ha chiesto chiarimenti anche Confcommercio, secondo cui non è chiaro se abbiano diritto all’indennità per i lavoratori autonomi prevista nel decreto del 17 marzo.
«In particolare, va tutelato soprattutto chi in questo momento non ha “spalle larghe”», riprende Taucci, «e cioè chi non può giovarsi di grosse economie o sta già attraversando un periodo non felice: in questo caso resta difficile far fronte, in periodo in cui l’attività è completamente azzerata, e peraltro non si sa fino a quando, alle spese correnti come affitti o costi fissi delle utenze. Per non parlare della sussistenza di chi ha una famiglia sulle spalle».
Si tratta, secondo Taucci, di un problema che tocca da vicino città come Pescara, il cui tessuto economico e sociale è costituito proprio da «tante microattività senza dipendenti che sembrano essere protette in maniera marginale dal decreto, e possono giovarsi solo parzialmente del credito d’imposta».
Per questo, Confesercenti si ripromette un’azione «a livello nazionale per andare incontro a microimprese e partite Iva che non rientrano tra quanti ricevono finora una tutela sufficiente. Siamo fortemente preoccupati, come associazione di categoria, per quello che avverrà alla fine di questo stop forzato: c’è il rischio che una parte consistente del nostro tessuto economico non abbia la capacità di rialzarsi».
Taucci saluta comunque con soddisfazione il proposito, manifestato da alcuni Comuni tra cui Pescara, di interrompere alcune tassazioni locali, come quelle per gli ambulanti. «Poi, una volta finita l’emergenza, molto dipenderà anche dai consumatori», conclude Taucci, «starà anche a loro rivolgersi a quelle imprese che hanno una ricaduta sul territorio».(a.r.)