Delitto di Chieti, indagini in corso

27 Dicembre 2021

Il 40enne colpito alla testa da una mazza da golf: c’è attesa per l’esame del Ris

CHIETI. Risale allo scorso 10 novembre quello che, prima di ieri, era l’ultimo omicidio in provincia di Chieti: Francesco Ciammaichella, 40 anni, fu trovato ucciso con un colpo alla testa sferrato con una mazza da minigolf. A metà dicembre c’è stato un nuovo sopralluogo degli investigatori nella casa popolare di via Albanese: i carabinieri della sezione operativa della compagnia teatina erano tornati nell’appartamento del quartiere Sant’Anna per un’ispezione andata avanti per un paio d’ore in una scena del crimine che gli stessi inquirenti, al termine del sopralluogo del Reparto investigazioni scientifiche di Roma scattato otto giorni dopo l’omicidio, avevano descritto come «piuttosto particolare, perché lascia aperti molti interrogativi».
L’obiettivo è ricostruire nel dettaglio tutte le fasi del delitto per il quale sono indagati due vicini e amici di Ciammaichella. Entrambi erano stati interrogati dal sostituto procuratore Giuseppe Falasca: l’uomo era rimasto in assoluto silenzio; la donna, invece, aveva risposto alle domande del pm dichiarandosi completamente estranea ai fatti e fornendo indicazioni per ricostruire il contesto in cui viveva Ciammaichella, che percepiva il reddito di cittadinanza e aveva una cerchia relazionale piuttosto ristretta.
La svolta alle indagini potrebbe arrivare dagli esami di laboratorio che sta svolgendo il Ris. In particolare, c’è un’orma di scarpa che, per la posizione in cui è stata trovata, potrebbe appartenere all’assassino. I militari hanno iniziato a prelevare dai reperti le impronte e i campioni biologici che, successivamente, andranno comparati con quelli acquisiti dagli indagati. Fondamentali, per scovare impronte digitali, saranno gli accertamenti sull’arma del delitto, trovata imbrattata di sangue a poca distanza dal cadavere. I carabinieri danno la caccia anche a eventuali tracce ematiche della vittima sulle scarpe e sui vestiti sequestrati agli indagati.
Il movente resta un mistero, anche se tutto lascia pensare che si sia trattato di un delitto d’impeto al culmine di una lite.