«Delusi ma non sconfitti»
La reazione delle associazioni, pronto il ricorso in appello
L’AQUILA. «Con profonda delusione prendiamo atto del pronunciamento del Tar. In questi mesi si è atteso invano un confronto sia tecnico sia politico con l'amministrazione regionale che oggi si assume la responsabilità di aver reso cacciabile il cervo in Abruzzo». È la reazione a caldo delle associazioni Lav, Lndc Animal Protection e Wwf Italia all'ordinanza del Tar. «Il destino di 469 cervi è segnato. La campagna in questi due mesi ha coinvolto migliaia di persone, oltre 134.000 le firme sulla petizione online, 60.000 i cittadini che hanno scritto a Marsilio. Tante le personalità del mondo della cultura e dello spettacolo e le cooperative del turismo naturalistico che si sono unite all'appello per salvare i cervi, ma nulla ha potuto far tornare la giunta sui propri passi». E poi la stoccata finale: «Si dimostra così il primario interesse della Regione, quello di soddisfare le richieste dei cacciatori che vogliono svolgere un'attività ludico-sportiva e che comporterà un vero e proprio massacro dei cervi in Abruzzo», concludo le associazioni che ricorreranno al Consiglio di Stato per tentare di fermare almeno la caccia ai cuccioli che partirà a gennaio. (l.c.)

