«Deviare il fiume? Non serve»

L’armatore Spina indica il progetto low cost contro l’inquinamento del mare e per i dragaggi in porto
PESCARA. «La deviazione del fiume prevista dal piano regolatore portuale (Prp) non risolve il problema del dragaggio annuale, il pericolo di esondazione e l'inquinamento della costa. Solo il prolungamento del molo nord porterebbe l'acqua inquinatissima del fiume al largo e non a nord verso la spiaggia». Con queste parole Antonio Spina, uno dei decani della marineria pescarese e autore di un progetto alternativo per il porto di Pescara, commenta l'allarme lanciato nei giorni scorsi da alcuni pescatori.
La profondità ridotta dei fondali, in più punti dello scalo, secondo gli armatori, metterebbe a rischio la navigazione. Per la Direzione marittima, la questione annosa dell'insabbiamento si potrà risolvere soltanto quando sarà realizzato il Prp. Nel frattempo, in vista della stagione calda, si stanno studiando soluzioni alternative per consentire tratte giornaliere con l'altra sponda dell'Adriatico: oltre al catamarano della Snav, che trasporterà soltanto passeggeri verso le isole della Croazia, la Eca di Zagabria vorrebbe portare a Pescara un idrovolante per collegare la città più volte al giorno con Spalato e, da qui, con le isole.
Una proposta attualmente al vaglio della Capitaneria di porto che dovrà fare dei riscontri tecnici. «La banchina di riva della darsena», interviene Spina, «è di 180 metri, quella di levante 150 metri. La nostra proposta prevede di allungarle entrambe a 220 metri. In questo modo si avrebbero 4/5 banchine nella darsena e nel nuovo canale dell'imboccatura, di cui due banchine di 220 metri per due traghetti ro-pax (auto, camion e passeggeri), un collegamento giornaliero per Spalato e uno bisettimanale per Trieste e la Grecia.
La terza banchina di nord ovest, davanti alla nuova spiaggia, è di 250 metri ed è adatta a navi passeggeri di piccole e medie dimensioni. La quarta sul canale della nuova imboccatura (lungo 700 metri, largo 130 e profondo dagli 8 ai 12 metri) permette d'estate l'accosto anche a una nave passeggeri di grandi dimensioni, anche se non proprio un mastodonte della Costa Crociere che ha bisogno minimo di 15 metri di profondità per manovrare».
Secondo Spina, riportando l'imboccatura del porto a nord-est, come nel vecchio porto canale, si assicurerebbe un ingresso agevole ai pescherecci e alle navi, anche in caso di brutto tempo. Il suo progetto costerebbe 20 milioni di euro circa e i tempi di realizzazione stimati sono di un anno, mentre per il Prp se ne spenderebbero 200. «La deviazione del fiume prevista dal Prp», questa l'idea di Spina, «non risolve il problema del dragaggio. Anzi, lo aggrava. La pulizia annuale costante del fondale del porto-canale, dai 30 ai 50 metri cubi, mantenendo la profondità a 4 metri, permette di allontanare anche il pericolo di esondazione. Con l'urgenza di risolvere il problema dell'inquinamento non mi pare poca cosa. Con i 57 milioni di euro che la Regione vuole destinare alla realizzazione delle vasche di espansione sul fiume a Cepagatti, contestate dai proprietari di quei terreni, si potrebbe contemporaneamente risolvere il problema dell'imboccatura del Marina».
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