Di Biase: «Rampigna sito archeologico Campo da spostare»
PESCARA. «Sul campo Rampigna ogni intervento è a rischio perché il sito è di interesse archeologico. Forse è il caso di spostare altrove l’impianto sportivo». Licio Di Biase, responsabile di...
PESCARA. «Sul campo Rampigna ogni intervento è a rischio perché il sito è di interesse archeologico. Forse è il caso di spostare altrove l’impianto sportivo». Licio Di Biase, responsabile di “Pescaratutela”, laboratorio di storia locale, interviene sul caso dopo l’approvazione, da parte della giunta comunale, del progetto di riqualificazione e risanamento conservativo dell’impianto sportivo, di proprietà municipale, situato tra via Spalti del Re e piazza Martiri dalmati e giuliani.
Secondo lo storico dei Colli, nelle viscere del terreno del campetto Renato Curi, meglio conosciuto dalla città come Rampigna, vi sarebbe custodita «un’area sepolcrale di epoca romana», presumibilmente «resti di Ostia Aterni».
Pertanto «come è stato più volte sottolineato, non solo da me ma da altri eminenti studiosi, il recupero è un intervento a rischio perché l’area è archeologica».
E va all’attacco, Di Biase: «Questa è la città senza memoria, ogni volta si ricomincia daccapo. Già in due circostanze i tentativi di intervento da parte delle ditte che avrebbero dovuto eseguire i lavori di rifacimento sono andati a vuoto. C’è il rischio che anche il terzo bando salti perché nessuno si prende la responsabilità di scavare con il rischio concreto di dover interrompere i lavori in caso di ritrovamenti archeologici». Di Biase cita il suo libro “La grande storia”, nel quale spiega che «il sito di Rampinae”, Rampigna, è stato un luogo in cui sono stati rinvenuti molti reperti archeologici come scrisse anche Vincenzo Zecca in una sua opera pubblicata a Chieti nel 1889 «..dall’una e dall’altra sponda del fiume, segnatamente dallo speco sotterraneo ad uso sepolcrale nella contrada Rampigna e dagli avanzi di un tempio...».
Quindi, la proposta dello storico pescarese all’amministrazione comunale: «Rifacciamo dei saggi nell’area Rampigna e se verranno trovati resti importanti, individuiamo una nuova area su cui realizzare un campo di calcio da denominare “Nuovo Rampigna” e sull’attuale sito realizziamo un parco archeologico, tra l’altro in una zona della città del tutto priva di spazi pubblici».

