Di Clemente esorta la città: difendiamoci con la mascherina

SAN GIOVANNI TEATINO. È andata via senza particolari problemi la prima domenica con il ritorno della mascherina obbligatoria anche negli spazi aperti, a San Giovanni Teatino. La misura, disposta dal...
SAN GIOVANNI TEATINO. È andata via senza particolari problemi la prima domenica con il ritorno della mascherina obbligatoria anche negli spazi aperti, a San Giovanni Teatino. La misura, disposta dal sindaco Giorgio Di Clemente sabato pomeriggio, ed entrata in vigore dalla mezzanotte successiva, si è resa necessaria per l'incremento dei casi di coronavirus registrato sul territorio nei giorni scorsi. Un incremento che è proseguito anche durante il fine settimana appena trascorso, visto che dai 18 positivi di sabato si è arrivati a quota 26. Gli ulteriori 8 contagi sono stati comunicati all’amministrazione nell’ultimo aggiornamento, e da quello che si apprende tra di loro c’è anche un docente della scuola primaria. «Purtroppo le segnalazioni continuano ad arrivare, anche se da quello che so le persone infette stanno sostanzialmente bene e non ci sono ricoverati in ospedale», dice Di Clemente analizzando i primi dati che arrivano dopo la firma dell’ordinanza. Lo stesso sindaco domenica pomeriggio ha girato i mercatini di Natale allestiti in largo Wojtyla, anche per conoscere la risposta della gente all’obbligo di mascherina e verificarne il rispetto in prima persona.
«Sono contento di come la cittadinanza stia rispondendo. Ho visto la maggior parte delle persone con la mascherina sul volto, segno di grande rispetto per se stessi e per gli altri. Durante tutto il pomeriggio sono stati non più di una decina i casi in cui la mascherina non era indossata o era indossata male, ma anche con una battuta ho cercato di convincere le persone ad avere un comportamento diverso e devo dire che in molti si sono adeguati».
In base a quanto specificato nell'atto firmato dal sindaco, tale obbligo rimarrà in vigore almeno fino al 31 dicembre, anche se non si può escludere una proroga. Molto dipenderà dall’andamento del quadro sanitario: «Abbiamo preferito intervenire oggi, in un momento in cui la situazione è ancora gestibile, piuttosto che lasciare tutto invariato e rischiare di dover essere più rigidi domani. Questo è il messaggio che stiamo cercando di far passare e mi sembra di capire che gran parte della popolazione l'abbia recepito. Vediamo quello che accadrà nei prossimi 20 giorni», conclude Di Clemente, «e poi decideremo se eliminare la misura a fine mese o se sarà necessario rinnovarla. La cosa fondamentale è che ci aiuti a non ripiombare nell’incubo delle chiusure». (a.d.s.)

