Di Maio a Marsilio: la tua giunta è lenta

11 Maggio 2019

Oggi il vicepremier a Pescara. Attacca tutti: il centrodestra «fermo» e il centrosinistra «la causa dei problemi dell’Abruzzo»

PESCARA. Il Movimento 5 Stelle è vivo e vegeto. E in Abruzzo è pronto a lanciare la sfida al nuovo governo di centrodestra. Il vice premier Luigi Di Maio, oggi a Pescara, lo dice chiaramente nell’intervista esclusiva al Centro: sei risposte franche in cui il leader del movimento accusa la giunta Marsilio di essere troppo lenta. E il centrosinistra di aver causato i problemi della regione. Ma il ministro Di Maio dà anche bordate a livello nazionale, a partire dal Pd di Zingaretti «nato vecchio». E perdona il partner di governo Salvini. Infine rilancia il suo piano di riorganizzazione del Movimento 5 Stelle a livello locale e nazionale.
Ministro Di Maio, il caso Siri è solo l'ultimo di una lunga serie: agli occhi degli italiani M5S e Lega appaiono come due governi, troppo diversi tra di loro, che procedono in direzioni opposte. Pensa di ritrovare l'armonia con gli "alleati per contratto", e come?
«Noi vogliamo che questo Governo vada avanti per altri 4 anni ed abbiamo tanto ancora da fare. M5S e Lega sono due forze politiche differenti, lo sanno tutti: proprio per questo abbiamo sottoscritto un Contratto sulle misure condivise che vogliamo realizzare nell’interesse degli italiani.
Quanto al caso Siri, la revoca dell’incarico al sottosegretario è avvenuta non perché fosse colpevole ma perché quando c’è un’inchiesta per corruzione la politica ha il dovere morale di agire ancor prima dei giudici. Bene, quindi, il segnale di discontinuità dato dal Governo e, come ho detto, è stata una vittoria degli italiani onesti».
Le Europee vengono viste come uno spartiacque. Ipotizziamo così uno scenario possibile: dopo il voto del 26 maggio, Matteo Salvini rompe il contratto con il M5S e va con il resto del centrodestra, FdI e Forza Italia. Lei, a quel punto, sarà disposto ad allearsi con il Pd di Zingaretti oppure andrà avanti da solo?
«Sinceramente preferisco essere concentrato su quello che ancora dobbiamo realizzare per i cittadini. Quanto al Pd, non si smentisce mai: il “nuovo” corso di Zingaretti è nato già vecchio. È partito con una proposta per aumentare gli stipendi dei parlamentari ed hanno votato contro il taglio di 345 parlamentari...».
Quale sarà il risultato dei 5 Stelle alle europee e come si comporterà l'Abruzzo?
«A me interessa quale sarà il futuro per i cittadini dopo questo voto e scegliere il M5S significa dire basta alle politiche di austerità. Significa favorire gli investimenti sui territori e sulla sanità. Significa, ancora, tutelare i diritti sociali. Penso anche a importanti sfide come la legge sul conflitto di interessi, all’acqua pubblica, alla legge per togliere la sanità dalle mani dei partiti. Vogliamo garantire il salario minimo europeo e tagliare i privilegi dei politici anche a Bruxelles. Saremo l’ago della bilancia in Europa e continueremo ad avere un unico interesse: essere portavoce delle istanze dei cittadini».
Passiamo alle comunali in Abruzzo. A Pescara e negli altri grandi centri, nessuna alleanza, da parte del M5S, con le civiche. Ma per esperienza consolidata questo ci dice che il Movimento, anche se dovesse risultare il primo partito, sarà perdente contro coalizioni con numerose liste. Sono occasioni perse?
«Non è mai un’occasione persa quando ci si presenta alla competizione elettorale con un programma chiaro, una squadra di cittadini onesti e competenti che lavorano con e per il territorio. La grande sfida che proponiamo è quella di liberare la politica dalle vecchie logiche che rispondono troppo spesso alla spartizione delle poltrone. Basta guardare al tempo che perdono per la realizzazione della Giunta come accaduto in alcune regioni. E in Abruzzo ne sapete qualcosa…».
In Regione, qui in Abruzzo, il combattivo M5S della passata legislatura sembra essersi acquietato. Sui grandi temi non ha più il fiato sul collo della maggioranza di centrodestra. E se attacca lo fa contro il centrosinistra, cioè fa opposizione all'opposizione. È un dato di fatto. C'è un patto di desistenza con la Lega calato nella politica locale?
«Non c’è nessun patto di desistenza. Seguo i lavori dell’Abruzzo come delle altre regioni. Mi pare che la giunta proceda assai a rilento e mi sembra ancora impegnata nell’organizzazione della macchina. Al contrario, vedo i nostri consiglieri già a lavoro su sanità, sicurezza, trasporti.
E, poi, scusi, i nostri portavoce non dovrebbero dire che gli effetti nefasti della Giunta di centrosinistra sono ancora causa di problemi? I consiglieri del M5S vigilano e agiscono affinché si tutelino diritti e interessi degli abruzzesi. Questo è il nostro obiettivo».
Le ultime elezioni regionali e le prossime comunali sembrano segnate da una crisi del sentiment dell'antipolitica e del populismo, cioè dei veri motori del M5S. Come pensa di rinnovare il movimento anche in Abruzzo?
«I veri motori del M5S sono nelle misure concrete a favore dei cittadini, in quei risultati che abbiamo già realizzato come Governo. Nelle promesse realizzate. È questa l’unica strada per riavvicinare le persone alla politica. Reddito di cittadinanza, aumento pensioni minime, lotta alla corruzione, aumento dei lavoratori stabili, grazie al Decreto Dignità, taglio dei vitalizi. Non dimentichiamo, poi, che è arrivato il primo sì alla riforma costituzionale che taglierà le poltrone di 345 parlamentari permettendo un risparmio di mezzo miliardo a legislatura per gli italiani. C’è ancora molto da fare e non ci fermeremo: a partire dall’introduzione del salario minimo e dal miliardo che investiremo per le famiglie e le giovani coppie.
È per questo che il M5S fa politica. Pratica, invece, l’antipolitica chi usa la politica per difendere i propri privilegi.
Il M5S cresce e con esso la sua organizzazione. L’intero Movimento vive oggi un momento di evoluzione. Come ho già annunciato, è in atto un percorso di riorganizzazione a livello locale e nazionale».
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