Di Mattia: ok Musa in giunta Da sinistra arrivano bordate

29 Luglio 2017

MONTESILVANO. Pioggia di polemiche dopo la nomina ad assessori di Paolo Cilli e di Manola Musa, rappresentanti dei ribelli. Interviene dall’America anche l’ex sindaco Attilio Di Mattia: «Condivido la...

MONTESILVANO. Pioggia di polemiche dopo la nomina ad assessori di Paolo Cilli e di Manola Musa, rappresentanti dei ribelli. Interviene dall’America anche l’ex sindaco Attilio Di Mattia: «Condivido la scelta di Maragno. La Musa ha fatto bene quando era in giunta con Cordoma ed è stata una leonessa durante la campagna elettorale contro di me e soprattutto quando ha continuato a difendere la sua linea interna durante il mio mandato. Una donna coerente. E in politica», dice Di Mattia, «è meglio avere gente ostica come la Musa che saltinbanchi che fanno politica senza ideali ma solo per la ricerca di potere».
Da sinistra arrivano bordate: Daniele Licheri, segretario regionale di Sinistra italiana, parla di «rimpastone, altro che rivoluzione. Complimenti a Maragno che premia i dissidenti e complimenti soprattutto a chi si è reso protagonista di una vergognosa campagna razzista che da anni sta rovinando ormai il clima a Montesilvano e che oggi va all’incasso. A Montesilvano serve davvero una rivoluzione ma di altra natura, non certo speculare sulla pelle di gente che sta male, sia italiani sia migranti, per modificare qualche equilibrio di giunta. Queste sono solo miserie umane a cui non vorremmo assistere». Sulla stessa linea Sergio Sergi di Articolo 1 Mdp: «Il sindaco premia chi si è reso protagonista di una campagna omofoba e razzista senza preoccuparsi di affrontare la questione migranti in un’ottica di progettualità e sviluppo della città. Perché la questione immigrati può essere un’occasione di crescita e progresso, ma soltanto nelle città dove c’è un governo sano e davvero interessato al bene collettivo e non dove regna l’ignoranza e la sola preoccupazione è il continuo scambio di poltrone».
Critico anche il M5S: «I ribelli di Montesilvano2019 sono ritornati all’ovile del sindaco. Aliano, Musa & co. dicevano “non ci interessa la poltrona”. Due, invece, a quanto pare sì. Anzi forse tre, se è vero come si racconta che tra non molto otterranno anche la poltrona del presidente del consiglio. Maragno, dall’invidiabile apparato digerente, aveva detto che mai li avrebbe ripresi con sé. Ora invece li ha riaccolti, come sempre “per il bene della città”. La verità è che mentre la città soffoca tra immondizia ed erbacce, abbiamo assistito all’ennesimo teatrino».
Per Corrado Di Sante di Rifondazione comunista, «Montesilvano è un grande lunapark. La giunta Maragno è una giostra speciale, la “Base Ufo”, dove si sale e si scende, nel mezzo ci si spara addosso e i concorrenti si illudono di vincere il gettone omaggio grazie alle loro abilità strategiche. Di certo, c’è solo che i gettoni per ogni nuovo giro di giostra li pagano salati le/i cittadine/i di Montesilvano».