Di Pardo: il Parco sbaglia nella gestione delle foreste

29 Agosto 2017

PESCARA. «Sconcerto» dichiara la Federazione regionale degli agronomi e forestali d'Abruzzo, attraverso il presidente Mario Di Pardo, per le dichiarazioni e dai provvedimenti provenienti dal Parco...

PESCARA. «Sconcerto» dichiara la Federazione regionale degli agronomi e forestali d'Abruzzo, attraverso il presidente Mario Di Pardo, per le dichiarazioni e dai provvedimenti provenienti dal Parco Nazionale della Maiella». «Secondo il Parco» spiega Di Pardo, «la prevenzione agli incendi sarebbe solo quella di dotarsi di droni e telecamere per individuare incendiari o animali e inoltre, attraverso la direzione parchi della Regione Abruzzo, sta premendo per far approvare le misure Sito Specifiche della Rete Natura 2000 che prevedono l'obbligo di rilasciare necromassa (legna secca) in bosco e stoppie nei campi da tagliare a 30 cm di altezza e da lasciare sul posto per lunghi periodi, a vantaggio di chi vuole bruciare il territorio il quale troverebbe combustibile pronto». «Nel contempo» aggiunge Di pardo, «altre norme e vincoli ostacolano la gestione attiva delle foreste attraverso i divieti di aperture di piste, strade forestali e fasce taglia fuoco. In aggiunta gli agricoltori non potrebbero più arare i campi per l'obbligo di rilasciare le stoppie per l'avifauna e non potrebbero utilizzare prodotti fitosanitari per la protezione delle colture agrarie dalle fitopatie». Aagronomi e forestali criticano anche la politica di rimboschimento del Parco, come spiega il vice presidente dell'Ordine di Pescara Matteo Colarossi, «Il Parco ha stilato un elenco di specie arboree, a parer loro autoctone, da utilizzare e un'altra lista di specie non utilizzabili in rimboschimento poiché, secondo loro non autoctone. Ma vi sono specie autoctone e naturalizzate da tre secoli in Italia e in Abruzzo che sono utilissime nel rimboschimento su terreni rocciosi e di alta montagna, tutte a rapido accrescimento e adatte ai suoli rocciosi e sterili come quelli del Morrone».